In termine tecnico si chiama “superfecondazione eteropaternale”. Accade quando una donna rilascia ovuli multipli che vengono fecondati a breve distanza l’uno dall’altro dagli spermatozoi di due uomini diversi, col risultato di generare gemelli con padri diversi. Questa, in poche parole, è la vicenda che rimbalza dagli Stati Uniti, più precisamente dal New Jersey, contea di Passaic. Durante una contesa giudiziaria in merito al mancato pagamento degli alimenti per le due gemelline, una madre ha scoperto che in realtà solo una delle due bimbe era figlia naturale dell’uomo.

La donna, di cui sono state rese note solo le iniziali, T. S., aveva citato in giudizio il suo ex compagno, A. S., peraltro anch’egli convinto di essere padre di entrambe le bambine, per farsi pagare gli alimenti che l’uomo non aveva mai versato. In seguito T. S. ha ammesso agli assistenti sociali che nel periodo del concepimento aveva avuto rapporti sessuali anche con un altro uomo, la cui identità è ancora coperta dall’anonimato. Il conseguente test del DNA ha svelato la verità: al 99,9%, le due bambine sono state generate da due padri diversi. Il giudice Sohail Mohammed non ha potuto non tenere conto della cosa, e alla fine ha condannato A. S. al pagamento di 28 dollari alla settimana per il mantenimento della sua unica figlia biologica.

La superfecondazione eteropaternale è un fenomeno estremamente raro, che si verifica con la frequenza di una volta ogni 13.000 parti gemellari. In realtà questo è solo il terzo caso di cui si ha notizia per quanto riguarda gli Stati Uniti, mentre in tutto il mondo ne sono stati registrati non più di una dozzina. Gli appassionati di religioni orientali lo chiamano “karma”, i greci avrebbero parlato di “némesis”, mentre la gente comune preferisce accantonare tutte queste definizioni edulcorate per rifugiarsi nella più ficcante “sfiga nera”.