Il Papa ha risposto alla lettera di Francesca Pardi, autrice dei libri messi all’indice dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, con l’accusa di essere portatori di una fantomatica teoria del gender.

La scrittrice che ha firmato “Piccolo Uovo”, “Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?” e “Qual è il segreto di papà?” aveva scritto una lettera a Papa Francesco nel mese di giugno, chiedendo la solidarietà di Bergoglio dopo la messa al bando dei suoi libri dalle scuole di Venezia.

Francesca Pardi, fondatrice con la compagna della casa editrice per bambini Lo stampatello, aveva fatto notare a Papa Francesco il contenuto tutt’altro che pericoloso dei suoi libri:

Non troverete, tra queste pagine, neanche l’ombra di quella teoria del gender di cui questi libri sarebbero lo strumento principale: dov’è che diciamo ai bambini che possono scegliere il proprio genere? Dove parliamo loro di sesso?

Libri gender, Papa Francesco all’autrice: Vai avanti

A sorpresa Papa Francesco ha risposto alla lettera di Francesca Pardi. La missiva, firmata per conto del Pontefice da monsignor Peter B. Wells, contiene la benedizione di Bergoglio alla scrittrice, una mamma gay, e l’invito a proseguire il suo impegno editoriale. Un segnale importante di Papa Francesco che si è così schierato contro chi, come il sindaco di Venezia, sta avviando campagne strumentali sul gender, con un’eco mediatica in tutto il mondo.

La scrittrice non nasconde la sua gioia per la lettera ricevuta da Papa Francesco e si augura che questo segnale rappresenti una svolta per tutte le famiglie arcobaleno d’Italia:

Speriamo che questo gesto avvii un cambiamento di toni sul tema delle famiglie “altre”, un maggiore rispetto per persone come me in un momento in cui ci sentiamo oggetto di una crociata.

Il sindaco di Venezia, intanto, rimane fermo sulle sue posizioni e continua la sua crociata contro i libri che a suo dire diffonderebbero la teoria del gender. Brugnaro ha affermato nelle scorse ore che a Venezia non si svolgerà mai un gay pride, scatenando la pronta replica del Gay Center, promotore della manifestazione: “Il Gay Pride 2016 non può che farsi a Venezia”.