È bufera tra i consiglieri del Movimento 5 Stelle e gli esponenti della Lega Nord in Regione Lombardia. Il terreno di scontro è la cosiddetta teoria gender. Il capogruppo della Lega Nord Massimiliano Romeo ha presentato una mozione che mira a censurare i libri e i materiali informativi volti a insegnare, come richiesto dall’UE, il rispetto della parità di genere e delle diversità e a contrastare l’omofobia e il bullismo nelle scuole.

Questi programmi, secondo la Lega Nord, divulgherebbero invece la teoria gender e manipolerebbero i bambini, confondendo loro le idee con la presentazione di diversi tipi di famiglia. Il Carroccio chiede pertanto di fermarli subito:

La giunta regionale deve intervenire nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione Lombardia perché vengano ritirati dalle scuole i libri e il materiale informativo che promuovono la teoria gender.

Movimento 5 Stelle contro la Lega Nord: teoria gender è una frottola

La replica del Movimento 5 Stelle alla mozione della Lega Nord sulla teoria gender non si è fatta attendere. I pentastellati parlano di teoria inesistente:

La teoria gender è una frottola e l’insistenza della Lega per approfondire un tema che non esiste e che interpreta a suo piacimento conferma il ruolo di un partito che è ormai solo un agente di disinformazione di massa.

Anche il PD invita la Lega Nord a non fare disinformazione sul gender:

La teoria gender non esiste, il ministro dell’Istruzione Giannini l’ha chiarito anche con una circolare inviata alle scuole ma per la Lega questo non conta.

Ancora più dura la replica dell’Arcigay Milano che accusa gli esponenti del Carroccio di legittimare le violenze e le discriminazioni sessuali:

Chi sventola i fantasmi del gender, come la Lega Nord, è direttamente responsabile della violenza che colpisce omosessuali, lesbiche e trans.

Ma la Lega Nord non demorde e va avanti con la sua crociata. Il Carroccio ha organizzato finora ben 3 convegni in Regione Lombardia per fermare il gender.