Fa commuovere la lettera pubblicata dal “Corriere della Sera” e scritta da due genitori biologici, che hanno scelto Angelica e Michele come nomi di fantasia, ai loro due gemellini nati lo scorso 3 agosto da un un’altra mamma per colpa di uno sbaglio umano. Le due coppie erano in cura presso il centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale Pertini, a Roma, per problemi di infertilità, ma il tragico errore di una biologa portò allo scambio di alcune provette. Gli embrioni di Angelica e Michele vennero, così, trasferiti nel grembo di un’altra paziente che alla fine della gestazione diede alla luce i gemelli.

I genitori biologici, scoperta la verità grazie alle analisi genetiche dei piccoli, hanno cercato di riavere  i propri figli per vie legali con un ricorso d’urgenza al Tribunale di Roma ma tutto è stato vano. Purtroppo la legge Italia ammette con chiarezza che i figli appartengono solo a chi li partorisce e il giudice ha respinto la richiesta di poterli riconoscere subito dopo la nascita. Gli esperti del Comitato nazionale di bioetica avevano consigliato, come possibile soluzione, l’incontro tra i quattro genitori con l’intento di creare una sorta di famiglia allargata in cui i genitori biologici potessero assistere alla crescita dei propri figli. Il padre e la madre legale hanno, però, sempre rifiutato un incontro del genere per non ledere la serenità della famiglia. Ma Angelica e Michele non hanno di certo dimenticato i loro bambini quindi, rispettando la decisione degli altri due genitori, hanno voluto dedicare ai piccoli una lettera in occasione del loro primo compleanno, con la speranza un giorno di poterli vedere:

“Forse, chissà, un giorno cambieranno idea e accetteranno di parlarci. Nella lettera desideriamo far sapere ai piccoli che non li abbiamo dimenticati, che saranno per sempre nel nostro cuore sebbene siano lontani e ignari del nostro amore. Noi siamo le loro radici”.