Infervorano le polemiche a Bergamo dopo che il direttore di una scuola ha obbligato i genitori ad andare a prendere i figli all’uscita ogni giorno. A scatenare scalpore è il fatto che il provvedimento della dirigente scolastica Antonietta Iuliano non sia avvenuto solo in una scuola materna o elementare ma anche in una scuola media inferiore.

Molti genitori non hanno compreso l’utilità di andare a prendere i figli di 11-13 anni all’uscita da scuola, trattandosi di ragazzi che hanno già appreso da tempo come attraversare la strada da soli e come difendersi dai pericoli principali. Inoltre i genitori che lavorano e affrontano già molte difficoltà per riuscire a conciliare i tempi famiglia-casa-lavoro non riescono a organizzarsi senza disagi per rispondere alla richiesta della preside. Anche la delega del compito a un soggetto maggiorenne non è per niente semplice.

Il provvedimento approvato all’istituto Comprensivo Statale “Alberico Da Rosciate” il 9 settembre scorso riguarda gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria. Nella circolare che si è attirata molte critiche da educatori, famiglie e dagli stessi studenti si legge:

Preso atto della vigente legislazione in materia di responsabilità per la vigilanza, la sorveglianza e l’assistenza nei confronti di soggetti minori (fino a 14 anni) si comunica ai genitori che per il corrente anno scolastico, il ritiro alla fine delle attività didattiche di tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado dovrà avvenire attraverso accompagnamento dei genitori (o di un incaricato maggiorenne), in quanto minori di 14 anni.

Anche l’assessore all’istruzione del Comune di Bergamo Loredana Poli non ha nascosto le sue perplessità sulla decisione dell’istituto scolastico, spiegando che il provvedimento va in direzione opposta alla promozione dell’autonomia dei ragazzi.

Secondo la Poli le scuole di Bergamo dovrebbero confrontarsi sul tema tra di loro e con le autorità locali per individuare linee condivise e fare tesoro delle esperienze positive e meno drastiche avviate in alcuni istituti scolastici.