Gennaro De Tommaso, meglio conosciuto come Genny la carogna, è latitante. L’ultras partenopeo, assurto agli onori della cronaca per quanto accaduto nel pre-partita di Napoli-Fiorentina del maggio 2014, gara valida per la finale di coppa Italia, è sfuggito all’arresto per traffico internazionali di stupefacenti.

De Tommaso risulta oggetto di un mandato di cattura insieme ad altre cinque persone, tra cui suo cugino omonimo (anch’egli irreperibile) e due zii paterni, Giuseppe e Gaetano De Tommaso, finiti in manette.

I sei sono accusati di traffico internazionale di stupefacenti tra Italia, Olanda e Spagna.

Il pubblico ministero della Procura di Napoli, Michele Del Prete, ed i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, hanno indagato su fatti avvenuti tra il 2010 ed il 2011.

In tutto, la procura aveva chiesto 60 arresti cautelari, ma il giudice per le indagini preliminari, Alessandra Ferrigno, ne ha accettate solo sei.

Per molte altre manca infatti la cosiddetta ‘attualità’ prevista dalla riforma sulla legge per lemisure cautelari.

Il tragico 3 maggio 2014

A Roma, prima della gara tra Napoli e Fiorentina, fu mortalmente ferito Ciro Esposito, 29enne tifoso della squadra azzurra. La notizia raggiunse i tifosi partenopei che avevano già riempito la curva sud dello stadio Olimpico.

Dal settore ci fu un fitto lancio di fumogeni in campo, a cui seguì un colloquio tra le forze dell’ordine ed i capi ultras, sia del Napoli che della Fiorentina, per riportare la calma.

In quel frangente le telecamere della Rai indugiarono su Genny la carogna, trasformato subito dall’onda mediatica come la persona che aveva dato l’assenso alla disputa della partita.

Circostanza smentita da diversi funzionari delle forze dell’ordine presenti quella sera all’interno dello stadio Olimpico.