Secondo la Corte di giustizia dell’Onu, il cui tribunale ha sede all’Aja, il genocidio in Croazia commesso dalla Serbia in realtà non sarebbe mai avvenuto. Così come, per contro, i massacri compiuti dai croati in Serbia non furono colpa della loro responsabilità diretta. Il Tribunale dell’Aja cancella dunque il termine genocidio e dopo sedici anni di processo si limita ad affermare che il genocidio in Croazia non solo non avvenne ma che sia Serbia che Croazia costrinsero deliberatamente alcuni gruppi di minoranza etnica ad abbandonare le terre su cui avevano sempre vissuto.

Insomma, secondo questa sentenza dell’Aja in merito al genocidio in Croazia che sarebbe avvenuto all’epoca della guerra nei Balcani, nessuno sarebbe colpevole  ma neppure tutti sarebbero innocenti, e viceversa. La sentenza del giudice Peter Tromka si basa sulle scarse prove che avrebbe presentato il governo croato in merito all’avvenuto genocidio commesso dai serbi. In pratica, sarebbe mancata la prova che le azioni commesse dalle forze armate serbe fossero davvero indirizzate allo scopo di voler commettere un genocidio.

Sempre secondo la sentenza, entrambe le parti reagirono con estrema violenza ma non ci sarebbe stata l’intenzione di annientare la popolazione. Sia la parte croata che quella serba sono rimaste soddisfatte della sentenza. Lo saranno un po’ meno i familiari delle vittime e tutti coloro che hanno dovuto subire anni di violenze ingiustificate.

Foto: InfoPhoto