Jiang Zemin (foto by InfoPhoto), ex Segretario Generale del Partito Comunista Cinese dal 1989 al 2002 ed Presidente della Cina dal 1993 al 2003, deve essere arrestato. A stabilirlo è stata quest’oggi la magistratura spagnola, che ha emesso un’ordine internazionale di cattura e detenzione in carcere senza condizionale per l’ex primo cittadino cinese, per l’ex premier Li Peng e altri tre alti papaveri del partito, Qiao Shi, Chen Kuiyuan e Peng Peiyun, in quanto responsabili di genocidio, tortura e lesa ‘umanità in Tibet. Il provvedimento era stato anticipato a novembre, ma solo oggi è stato formalizzato.

Secondo il giudice Ismael Moreno della Corte nazionale spagnola, che ha emesso l’ordine di cattura, Jiang Zemin ha esercitato la propria autorità su coloro che se ne sono macchiati direttamente, il che lo ha reso responsabile di tortura e altre violazioni dei diritti umani contro il popolo tibetano dal 1971, anno in cui è entrato il reato di genocidio nel codice penale spagnolo, al 2005, anno precedente a quello in cui vari comitati pro-Tibet avevano presentato denuncia al tribunale spagnolo. In particolare, l’ex presidente cinese “ha promosso e implementato forme di attività politiche il cui obiettivo era la trasformazione del Tibet in una regione a maggioranza Han, tramite l’imprigionamento di oltre mille tibetani e la loro tortura fisica e psicologica“. Per non parlare della campagna di aborti e sterilizzazioni forzate.

Con ogni probabilità, tuttavia, questo ordine di cattura resterà lettera morta. Questa settimana, infatti, il Congresso dei deputati spagnolo approverà la riforma della giurisdizione universale proposta dal Partito Popolare del premier Rajoy; riforma che dovrebbe portare all’archiviazione di molte delle inchieste aperte sul fronte internazionale dalla giustizia spagnola. Insomma, meglio non inimicarsi la Cina.