Sarebbe stata l’ultima lite domestica a far scattare la furia della quarantenne brasiliana a che nel quartiere popolare di Campasso, a Genova, ha ucciso a coltellate il marito Alessio Rossi.

Nel pomeriggio di ieri l’uomo avrebbe prima insultato e poi percosso la partner, che questa volta avrebbe reagito con una serie di coltellate; Rossi ha tentato di scappare, ma non è riuscito a raggiungere la tromba delle scale, stramazzando al suolo.

La polizia è arrivata sul posto, una palazzina di tre piani in via Pellegrini, dove la quarantenne si era asserragliata minacciando di suicidarsi lanciandosi dalla finestra. La donna, in preda ai sensi di colpa, avrebbe gridato: “Ditemi che non è morto altrimenti mi uccido”.

A distrarla dal proposito un’agente della polizia che è riuscita a dialogare con lei e conquistare la sua fiducia: per fortuna è stato inutile il materassino gonfiabile posizionato dai vigili del fuoco. La brasiliana si è poi sfogata con i poliziotti che l’hanno arrestata: “L’ho accoltellato per difendermi, mi picchiava sempre, era violento e pretendeva che io ubbidissi a tutto, ormai non mi amava più e mi trattava come una schiava”.

Rossi era già stato denunciato due volte per maltrattamenti e lesioni: la prima volta era stato rinviato a giudizio, mentre per il secondo caso le indagini erano ancora in corso. Parrebbe dunque praticabile l’ipotesi che la donna possa aver agito per difesa, spiega il procuratore capo che si occupa della vicenda.

Le indagini della sezione omicidi della squadra mobile coordinati dal sostituto procuratore di turno Paola Crispo dovranno però ricostruire con esattezza quanto avvenuto.