Non è ancora chiaro quanto petrolio potrebbe finire in mare, ma Gianni Crivello, assessore di Genova alla protezione civile ha affermato che è già stato dichiarato lo stato di emergenza locale.

La diga di contenimento eretta sul torrente Polcevera durante la crisi di domenica scorsa, ha infatti ceduto a causa dell’innalzamento del livello delle acque a causa delle piogge riversatesi in questi giorni.

Come si ricorderà la misura si era resa necessaria dopo la fuoriuscita di greggio da una tubatura dell’impianto della raffineria Iplom, e contestualmente erano state utilizzate anche delle panne oceaniche, sulle quali si ripongono ora le speranze. Nel frattempo è stato aperto anche un altro argine, per tentare a bloccare l’innalzamento del corso d’acqua.

Nei giorni precedenti i lavori erano proceduti senza sosta sia per mettere in sicurezza la misura d’emergenza necessaria al controllo del Polcevera e dei due rii Pianego e Fegino, ma sopratutto per tentare di recuperare il greggio finito in mare: 45 lavoratori e 29 autospurghi hanno raccolto circa 2000 tonnellate di petrolio, come affermato dal sindaco Marco Doria.

A preoccupare i tecnici il greggio che si è accumulato in una sacca sul Pianego, venutasi a creare dopo la rottura del tubo dell’oleodotto: grande circa 20 metri cubi, nel caso collassasse potrebbe tornare nuovamente nei torrenti, andando a rendere ancora più grave la crisi in atto.

Dal prossimo lunedì la produzione della Iplom verrà fermata e i 240 lavoratori entreranno in cassa integrazione come da accordo coi sindacati, mentre altri 12 verranno impiegati nei due siti del porto di Multedo e del deposito di Fegino.

Nel frattempo proseguono le indagini del procuratore Francesco Cozzi, che dovrà stabilire le responsabilità del disastro ambientale, e che per evitare che scompaiano prove importanti ha ordinato il sequestro dell’oleodotto. Dalle prime indiscrezione parrebbe che la conduttore non sia stata oggetto di accurata manutenzione, dato che l’ultima ispezione al tratto dell’oleodotto, risalente agli anni ’60, sarebbe avvenuta nel 2013.