Terribile delusione per i parenti delle vittime del disastro delle Torri Piloti del porto di Genova del 7 maggio 2013, nel quale morirono 9 persone.

Il verdetto finale del processo, pronunciato nella serata di ieri, ha visto dimezzate le pene inflitte al personale del Jolly Nero, il cargo degli armatori Messina che abbatté l’edificio per un errore di manovra, finendo a marcia indietro e urtando la banchina del Molo Giano.

Comandante, pilota, primo ufficiale e direttore di macchina hanno infatti ricevuto rispettivamente 10, 4, 8 e 7 anni di carcere: si tratta della metà della pena che era stata chiesta dal pm in fase di requisitoria, cui si devono aggiungere gli ingenti risarcimenti che dovranno andare alla parte civile.

Assolto invece Giampaolo Olmetti, il responsabile della flotta Messina, accusato di tentativi di depistaggio e di presunte pressioni sui membri dell’equipaggio, oltre che della mancata manutenzione della Jolly Nero, sulla quale già si erano riscontrate avarie.

Coinvolto nelle indagini anche il Rina, ovvero il registro navale italiano, che avrebbe dovuto vigilare sulla perfetta operatività dei mezzi. Ai tempi della catastrofe l’inchiesta si rifletté negativamente sia sul Rina, uno degli enti certificatori più qualificati d’Europa, che sulla Capitaneria di porto di Genova, tra le più importanti d’Italia.

I parenti delle vittime denunciano l’omertà all’interno dell’ambiente da parte di chi non può testimoniare per paura di perdere il lavoro e di non poterne trovare altri.