Tensione a Genova nella notte di ieri dopo la rottura di una tubatura della raffineria Iplom che ha sede a Busalla: un grande flusso di petrolio si è infatti riversato nel torrente Polcevera, arrivando fino al mare.

Vigili del fuoco e protezione civile si sono messi immediatamente all’opera per fronteggiare il potenziale disastro ambientale: tra le misure prese velocemente c’è stato il tentativo di bloccare la fuoriuscita con delle speciali panne anti-inquinamento nel rio Pianego, che sfocia poi nel Fegino e quindi nel Polcevera, il tutto a poca distanza dal mare.

Per fermare l’afflusso di petrolio nel mare sono intervenute prima le ruspe, che dal greto del torrente hanno iniziato a lavorare per creare dei solchi in modo da alzare delle dighe. Nell’acqua sono poi state versate varie tonnellate di schiuma che ha come funzione la diluizione delle massa liquida e l’attenuamento dei rischi di incendio: al momento l’afflusso in acque salate sembra essere scongiurato.

Nel frattempo si indaga sulla possibile causa dell’incidente, che potrebbe essere provocato da un guasto allo strumento che regola la pressione del petrolio, mentre alcune testimonianze hanno parlato . Il pm Alberto Landolfi ha disposto l’avvio di un’indagine per inquinamento ed è stato posto sotto sequestro il deposito costiero della Iplom d Fegino.

Subito dopo l’incidente è stato ordinato alla popolazione residente in prossimità delle rive dei torrenti di chiudere le finestre e di non uscire di casa per la situazione di pericolo, ma in molti non hanno rispettato la consegna. Si è temuto per alcuni frangenti per il figlio asmatico di un cittadino etiope che si è sentito male ed è stato ricoverato all’ospedale Gaslini.

Sui social network si è già iniziato a discutere della questione mettendola in relazione con il fallimento del referendum trivelle per il mancato raggiungimento del quorum, nonostante tra i due fatti non vi siano correlazioni dirette.