Terribile episodio di violenza a Genova. Un uomo è stato gambizzato di fronte al Bar Mario di via Vetrano nel quartiere di Cornigliano, e la scena è avvenuta alla presenza di un bimbo di appena un anno e quattro mesi.

A raccontare la drammatica vicenda è una delle testimoni oculari di quanto avvenuto, la madre del piccolo. Sono circa le ore 20, quando la donna stava per finire il suo turno nel bar ed era andata in bagno, prima di tornare a casa. Il suo figlio nel frattempo era stato lasciato in custodia alla nonna, che stava giocando a carte con Mario Nirisola, il titolare del Bar Mario di Genova.

È in quel momento che all’ingresso del locale arrivano tre uomini albanesi e accerchiano un cliente abituale del bar di Genova, un piccolo spacciatore senegalese. Dopo averlo minacciato, uno degli uomini albanesi estrae una pistola e spara alcuni colpi a una gamba del senegalese, un 24enne di nome Amadou Diop. Il giovane ora non sarebbe in pericolo di vita.

La madre del piccolo racconta di essere uscita dal bagno e poi: “Ho preso mio figlio in braccio e ho ringraziato il cielo. Poi ho visto ‘As’, un nostro cliente abituale, uno che non ha mai creato problemi. Perdeva sangue da una gamba. Mia mamma tentava di aiutarlo. L’ho visto barcollare e cadere su un camioncino posteggiato. Sembrava morto. Solo allora ho lasciato il mio bambino per andare a sentirgli i battiti, per capire se aveva appena assistito a un omicidio”. La giovane madre è stata quindi ascoltata dagli uomini della sezione Omicidi della squadra mobile di Genova.

Il proprietario del Bar Mario aggiunge: “Quei tre sono spuntati all’improvviso. Ho sentito un litigio, molto breve. Lui stava giocando alle slot. Loro gli hanno urlato qualcosa, lui ha provato a rispondere. A quel punto uno dei tre ha impugnato l’arma e ha esploso tre colpi. A quel punto sono scappati. Mi sono spaventato a morte. Non so cosa possa aver provocato tutto questo”.

Secondo le prime ricostruzioni fatte dagli investigatori della squadra di Genova, quanto avvenuto rappresenterebbe una spedizione punitiva, dovuta probabilmente a un debito di droga.