Il nuovo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è apparso oggi alla Camera per il suo primo discorso in cui ha esposto le dichiarazioni programmatiche dell’incarico di governo ricevuto da Sergio Mattarella.

Il discorso del premier, propedeutico per la richiesta della fiducia, si è svolto in un’Aula lasciata semi-deserta dal boicottaggio di una larga parte della minoranza, rappresentata da Lega Nord e Movimento 5 Stelle, che hanno mantenuto la loro promessa di non presentarsi. Ma a colpire è anche l’assenza di vaste porzioni di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Cor e persino nella parte dell’emiciclo destinata alla maggioranza si sono fatte notare numerose defezioni.

Gentiloni ha esordito con un dichiarazione di soddisfazione per quanto compiuto dal precedente governo e difendendo le scelte di Renzi: “Rivendico il grande lavoro che abbiamo fatto, i risultati che ci vengono riconosciuti a livello internazionale e di cui siamo orgogliosi. Il governo nasce in un contesto nuovo, creato dalla bocciatura del referendum e dalla scelta di dimissioni del presidente Renzi. Questa scelta non era obbligata anche se ampiamente annunciata e averla compiuta è un atto di coerenza che non solo noi del governo ma tutti dovrebbero salutare con rispetto”.

È stata anche ribadita la legittimità della decisione presa dal Presidente della Repubblica, ricordando che la maggioranza del governo Renzi non è andata perduta, ed è stata impostata la prima priorità su cui concentrarsi: “Per quanto ci riguarda, al di là delle polemiche, il governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento. A me il compito di indicare le priorità: la prima è la tutela delle zone terremotate”.

Come prevedibile rimangono immutate le posizioni dell’Italia in termini di politica estera, dalla Siria al G7, di cui il Paese assumerà la presidenza a breve, fino alla richiesta da avanzare all’UE di maggiori risorse e aiuti nel campo dell’accoglienza ai migranti.

Tra pochi minuti inizierà il dibattito alla Camera, mentre la replica di Gentiloni verrà trasmessa alle 16 in diretta tv. E quindi alle 18 sarà il turno delle dichiarazioni di voto, con le votazioni finali, boicottate da Lega e M5S, previste per le 20.