Il premier Paolo Gentiloni, ospite di Fabio Fazio negli studi della trasmissione televisiva Che tempo che fa, ha voluto difendere gli uomini della Protezione civile in un momento in cui il loro operato è sotto accusa.

Nello specifico il presidente del Consiglio ha parlato della tragedia dell’hotel Rigopiano, descritta come “un‘emergenza seria, frequenti episodi che fanno parlare di emergenza, la concatenazione micidiale tra una nevicata che non si vedeva da 45 anni e tre scosse di magnitudo molto alta cui si è aggiunta la valanga”.

Una situazione che ha portato a un livello di allerta senza pari, al quale la Protezione civile ha risposto con prontezza: “la reazione a un’emergenza straordinaria è stata straordinaria” da parte di “persone che hanno lavorato in condizioni difficili per salvare vite umane, un lavoro straordinario di cui dobbiamo essere orgogliosi”. Il tutto per arrivare a concludere, incalzato dal presentatore che “abbiamo un sistema di Protezione civile tra i migliori del mondo”.

Gentiloni però ha anche dovuto affrontare direttamente le accuse che sono state rivolte alla macchina dei soccorsi, che avrebbe potuto essere più celere. In questo caso il premier ha invitato alla calma, per evitare un inutile giustizialismo: “La magistratura ci dirà, tuttavia bisogna fare attenzione a scatenare nel Paese una voglia di trovare capri espiatori e giustizieri. Temo un Paese incattivito che cerca subito il giustiziere e il capro espiatorio. La verità serve a far funzionare le cose meglio, non a cercare vendette”.

Tra le misure al vaglio per affrontare l’emergenza in corso c’è la possibilità di “dare poteri straordinari a chi si occupa di emergenza e ricostruzione, ovvero alla Protezione civile e al commissario per la Ricostruzione: nei prossimi 3-4 giorni ci concentriamo, e lo faremo con l’Anac e con il Parlamento, su quali possono essere questi poteri straordinari. Non possiamo avere strozzature burocratiche, dobbiamo dare un segnale di accelerazione forte e chiaro”.