Incassata la fiducia alla Camera, Paolo Gentiloni si appresta a chiedere la fiducia anche in Senato. La votazione arriverà questo pomeriggio, ma l’agenda del nuovo governo è già stata delineata nella giornata di ieri.

Le priorità sono come prevedibile in linea con quanto lasciato irrisolto dall’amministrazione Renzi, con l’aiuto alle popolazioni terremotate e la strutturazione degli interventi sulle banche, e l’aggiunta di un rinnovato impegno nella risoluzione della crisi occupazionale in Meridione.

Rispetto a Renzi il discorso di Gentiloni è sembrato più improntato a sfumature sociali, con un’attenzione alle necessità delle categorie più deboli. In particolare rispetto al Sud il premier ha affermato che “la decisione di formare un ministero non deve far pensare a vecchie logiche del passato”: di forte impatto lo slogan “lavoro, lavoro, lavoro” pronunciato nel suo discorso alla Camera.

Il presidente del Consiglio ha poi rivolto alcune parole programmatiche riguardo alla “parte più disagiata della nostra classe media”, includendo contratti da dipendenti e partite Iva, i quali dovranno tornare a essere “al centro degli sforzi per rilanciare l’economia”.

Fondamentale anche la lotta alla criminalità organizzata, ma è stato l’accenno alla difesa delle banche che ha provocato un brusio significativo in Aula. L’affermazione che il governo è “pronto a intervenire per garantire la stabilità degli istituti e il risparmio”, pur trovando “il sistema solido” ha scatenato la reazione di alcuni gruppi dell’opposizione.

A fornire gli strumenti per le misure future del governo sono i piani Industria 4.0 della legge di Bilancio approvata in extremis da Renzi, che includono anche investimenti pubblici sulle grandi infrastrutture. Gentiloni ha aggiunto di suo un rinnovato slancio verso la green economy, giudicata la “frontiera su cui davvero possono farsi valere le eccellenze del mondo dell’impresa italiana”.

Fondamentale, anche per le richieste esplicite incluse nel mandato di Mattarella, anche l’impegno sul fronte estero. Nel frattempo è già giunta la prima reazione internazionale, quella di Barack Obama, che in una nota ha affermato che la Casa Bianca ”non vede l’ora di lavorare con il Governo italiano per il perseguimento dei comuni obiettivi di una crescita economica sostenibile e inclusiva e sul fronte del rafforzamento della sicurezza“.