Da febbraio in libreria il nuovo romanzo di Georges Simenon, Le signorine di Concarneau, edito da Adelphi. Scritto nel’34 a Porquerolles, venne pubblicato per la prima volta da Gallimard solo nel ’36. La storia si svolge a Concarneau nei pressi di Quimper in Bretagna, in un’atmosfera grigia, dove l’umidità penetra dapperttto, forse anche nell’animo di Jules Guérenc, protagonista della vicenda, rendendolo così molle, arrendevole, così schiavo delle demoiselles. Le declic, come nei Complici, è un incidente stradale, anche qui a morire investito è un bambino, e il responsabile della disgrazia fugge senza lasciare testimoni.

Jules Guérec – quarant’anni, celibe, proprietario di due pescherecci – è sempre vissuto nella cittadina bretone in cui è nato, nella casa adiacente all’emporio che la sua famiglia gestisce da generazioni, nello stesso odore «di catrame, cordami, caffè, cannella e acquavite», insieme alle due sorelle rimaste nubili, che lo accudiscono con una sollecitudine benigna, occhiuta e possessiva. A loro Guérec deve rendere conto di come spende ogni centesimo. Persino quando gli capita di andare a Quimper, e di non resistere alla tentazione di tornare in quella certa strada dove un paio di signore «arrivate da Parigi» passeggiano «gettando agli uomini sguardi provocanti», il pensiero di come farà a giustificare i cinquanta franchi mancanti gli rovina il piacere. Sono loro, le sorelle, a sorvegliare tutto, a provvedere a tutto. Anche quella volta che lui, da giovanotto, ha messa incinta una ragazza, è stata Céline – che delle due è la più penetrante e la più spiccia, e che afferma di conoscere il fratello come fosse un figlio suo – a prendere in mano la situazione. Una notte, però, Guérec, senza quasi accorgersene, sarà la causa di un evento tragico, le cui paradossali conseguenze potrebbero forse spingerlo a uscire dal bozzolo soffocante, ma anche tiepido e rassicurante, dei legami familiari.

Si dice che dopo la stesura del romanzo Georges Simenon non sia più potuto tornare a Concarneau, dopo che gli abitanti giurarono di fargli la pelle per essersi riconosciuti nelle vicende narrate: tutti i personaggi, simpatici o meno, hanno infatti un “originale” che rivive nel romanzo sotto diverso nome. Secondo il suo metodo preferito Simenon parte anche questa volta da un fatto, da un episodio imprevisto e improvviso, per derivarne una serie di conseguenze logiche, implacabili, fatali, che a poco a poco alterano una, due, dieci vite, un intero ambiente che sembrava solidissimo e inattaccabile. Se quel giorno quindi Giulio Guerec non fosse uscito con la macchina, o fosse uscito mezz’ora dopo, o fosse stato un tipo meno nervoso… noi non leggeremmo Le Signorine di Concarneau.

Georges Joseph Christian Simenon (Liegi 1903 – Losanna 1989) scrittore belga di lingua francese e autore di numerosi romanzi, è noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese. Tra i più prolifici scrittori del XX secolo, a lui si devono centinaia di romanzi e racconti, molti dei quali pubblicati sotto diversi pseudonimi. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta Paesi, supera i settecento milioni di copie. Secondo l’Index Translationum, un database dell’UNESCO che raccoglie tutti i titoli tradotti nei Paesi membri, Georges Simenon è il sedicesimo autore più tradotto di sempre e il terzo di lingua francese dopo Jules Verne e Alexandre Dumas.