La 47enne Kelly Renee Gissendaner, è stata giustiziata stanotte, in Georgia, nella prigione della Jackson County. Accusata di avere pianificato l’uccisione del marito, a Douglas, nel 1997, la donna ha così scontato la sua condanna a morte, eseguita alle 12.21 (ora locale) per mezzo di un’iniezione letale. Si tratta della prima esecuzione di una donna in Georgia da 70 anni, la 16esima (contro 1.400 uomini) da quando nel 1976 la Corte Suprema ha ripristinato la pena di morte.

Sono così caduti nel vuoto gli appelli e la mobilitazione per impedire che la mano del boia colpisse ancora. Perfino papa Francesco, nel corso della sua visita negli Stati Uniti, aveva chiesto che la pena della donna venisse commutata, unendosi così alla preghiera dei figli, che, perdonata la madre, si sono battuti fino all’ultimo perché le venisse risparmiata la vita.

La commissione di libertà vigilata della Georgia, incaricata di esaminare il caso, ha tuttavia respinto ogni richiesta, confermando la condanna a morte della donna. I suoi membri non hanno voluto fornire una motivazione precisa, affermando però di aver attentamente esaminato le richieste.

L’esecuzione era già stata ritardata dai tre appelli presentati dai legali della donna. Tutti respinti dalla Corte Suprema. Il 25 febbraio scorso l’esecuzione era stata rinviata al 2 marzo a causa del mal tempo, ma anche in questo caso i legali erano riusciti a fermare la procedura sostenendo che le fiale letali con le quali doveva essere giustiziata Gissendaner apparivano contenere parti estranee. Infine, nell’ultima istanza presentata, gli avvocati della donna sostenevano che la condanna fosse inappropriata poiché non aveva materialmente commesso l’omicidio, avvenuto invece per mano dell’ex mante Gregory Owen, accusato dagli avvocati difensori di aver avuto un ruolo ben più attivo di quello di semplice complice. Gissendaner è stata tuttavia considerata la mandante e condannata a morte, mentre Owen, che durante il processo testimoniò contro la sua amante, è stato condannato all’ergastolo e nel 2022 potrebbe uscire in libertà condizionata.