“Se la Bundesbank pensa di farci paura, forse ha sbagliato paese. Sicuramente, ha sbagliato governo”, così l’esecutivo di Matteo Renzi risponde al presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che aveva criticato il nostro paese.

Weidmann aveva lanciato un monito al premier Matteo Renzi davanti alla platea dei conservatori della Cdu (il partito di Angela Merkel), un attacco alla flessibilità sul patto di bilancio, che ha fatto dire all’esponente tedesco, “Le riforme vanno fatte e non solo annunciate” aggiungendo, “fare più debito non porta crescita”.

Non finiscono quindi le polemiche tra Italia e Germania dopo le scintille tra Matteo Renzi e il capogruppo del Partito Popolare Europeo (PPE), il tedesco Manfred Weber (Cdu), durante il discorso del premier italiano al Parlamento Europeo a Strasburgo all’inizio del semestre italiano di presidenza italiana dell’Ue.

I temi sono sempre quelli: il rigore dei conti, la flessibilità e i debiti degli stati.

A sorpresa nella polemica, nel pomeriggio, era intervenuto anche il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, che ha sottolineato il lungo percorso compiuto dall’Italia: “Abbiamo fatto molto: l’aggiustamento della finanza pubblica che c’è stato in Italia negli ultimi anni può sfidare qualsiasi termine di paragone”, ha detto il presidente incontrando i commissari dell’Euro-esecutivo in visita a Roma, per l’avvio del semestre europeo.