La Germania è nuovamente in allarme dopo l’esplosione di due bombe nella città di Dresda, avvenuta nella notte di ieri.

La prima è deflagrata intorno alle 10 di sera all’entrata di una moschea, mentre l’altra, circa 20 minuti dopo, ha colpito un centro congressi internazionale. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito nei due attacchi, ma sono stati riscontrati gravi danni alle strutture.

La pista che la polizia sta privilegiando in questi momenti è quella di un crimine d’odio a matrice xenofoba, e dietro i due ordigni potrebbe stagliarsi l’ombra di un’organizzazione neo-nazista: il movimento infatti sta infatti aumentando la propria visibilità in questi mesi, ed è nota la formazione di alcune cellule paramilitari armate.

Al momento nessuno ha rivendicato gli attentati, e quelle neonazista rimane solo un’ipotesi. Rimane la coincidenza della vicinanza dell’esplosione delle bombe ai festeggiamenti per il giorno della Riunificazione delle due Germanie, che si terranno questo weekend.

Si teme che l’incidente non sia che un nuovo segnale della crescente risurrezione delle forze di estrema destra nel Paese, come diretta conseguenza della politica di apertura delle frontiere agli immigrati portata avanti da Angela Merkel, la quale di recente ha subito numerose sconfitte politiche nelle elezioni regionali.

Dresda, capitale dello stato della Sassonia, è anche la città natale del movimento Pegida, conosciuto per le sue violente posizioni anti-islamiche e anti-immigrazione, che è riuscito di recente a far sfilare migliaia di persone per le strade in una manifestazione contro la Cancelliera.