La Germania continua a fare i conti con la tensione nata dalla sorgente ostilità verso i rifugiati accolti nel proprio territorio. Dopo le manifestazioni a seguito degli eventi di Capodanno a Colonia nella notte di ieri un centro di assistenza per profughi a Villingen-Schwenningen è stato oggetto di un attentato, per fortuna fallito.

Ignoti hanno infatti lanciato una granata all’interno della struttura, ma l’innesco non è scattato, scongiurando l’esplosione e una tragedia di immani proporzioni: il dispositivo è stato scoperto da una guardia, che ha subito allarmato la polizia.

La scientifica è arrivata sul posto per le prime analisi, mentre in precedenza gli artificieri si sono preoccupati di disfarsi dell’ordigno  facendolo brillare. Le autorità hanno confermato che la sicura era stata sganciata, quindi non si sarebbe trattato di un gesto di esclusivo avvertimento. Gli investigatori stanno perlustrando la scena del crimine per rilevare eventuali indizi utili a identificare gli attentatori.

L’episodio avvenuto nella centro per rifugiati della città di circa 80mila abitanti ospita quasi 250 persone. L’attacco fallito è finora un caso isolato nella regione del Baden-Wurttemberg, per quanto la cittadina sia stata teatro proprio due giorni fa dell’arresto di uno dei gestori di un portale web neonazista.

La polizia ha da tempo avvertito che i casi di violenza contro i rifugiati e gli immigrati in generale si sono moltiplicati a dismisura negli ultimi due mesi. I principali responsabili paiono essere gruppi di estremisti di destra, che sono già stati protagonisti di lanci di bombe incendiarie, acido e pietre contro gli immigrati, ma questo è il primo caso in cui è stata utilizzata un’arma militare.

La scorsa domenica la polizia in assetto antisommossa è dovuta intervenire presso il centro per rifugiati di Leiman, sempre nella stessa regione, dove era scoppiata una rissa che ha coinvolto un centinaio di ospiti. Motivo della discussione l’alcol, dato che un gruppo di rifugiati pachistani ne aveva apostrofato un altro di afgani con l’appellativo di “cattivi musulmani” dopo averli visti consumare dell’alcol.