Austria e Germania hanno aperto le frontiere ai profughi in arrivo dall’Ungheria. Sono circa 8mila i migranti provenienti dall’Ungheria giunti finora in Germania. La polizia ne attende ancora entro stasera. Dopo un lungo viaggio durante il quale i profughi sono rimasti bloccati per giorni a Budapest, nella notte tra venerdì e sabato Vienna e Berlino hanno aperto le loro frontiere. Migliaia di persone si erano così messe in marcia, a piedi, dalla stazione Keleti di Budapest per poi approdare alla frontiera austraiaca, ieri mattina, a bordo dei cento bus finalmente messi a disposizione dalle autorità ungheresi e molti di loro hanno poi proseguito per Monaco. I migranti arrivati nella città tedesca sono stati poi distribuiti in altre città, come Francoforte e a Dortmund.

I migranti che sono riusciti a lasciare l’Ungheria sono stati trasportati a bordo di convogli speciali messi a disposizione dalle autorità austriache o di carrozze aggiunte ai treni da Deutsche Bahn per tutta la giornata di ieri al fine di consentire ai profughi di raggiungere velocemente i centri di accoglienza da cui verranno poi smistati nelle varie città. “Vedere le persone accalcate alla stazione di Budapest gridare ‘Germania, Germania’ è stato molto toccante” ha affermato la cancelliera Angela Merkel, rimasta “colpita dal dolore” dei migranti. “I profughi che scappano dalla guerra in Siria hanno lasciato dietro di sé l’orrore”, ha sottolineato per poi aggiungere che “per quanto riguarda la Germania, è bello constatare quanto sia grande la disponibilità all’aiuto. L’Ue deve dar una prova comune di solidarietà”.

La Merkel si è anche appellata all’Europa: “deve dar una prova comune di solidarietà e rispetto delle regole” anche se le posizioni dei diversi Paesi sono a volte discordanti. Il governo britannico vorrebbe accettare i rifugiati direttamente dai campi Onu al confine siriano e, per risolvere il problema alla radice, la Gran Bretagna vorrebbe iniziare entro il mese di ottobre una campagna di raid aerei contro Isis in Siria oltre a lanciare un’offensiva militare e un’azione di intelligence contro i trafficanti di esseri umani, così come riferito dal Sunday Times.