Giro di vite della Germania contro il terrorismo, dopo l’ondata di violenze che ha sconvolto il Paese negli ultimi mesi.

Ad annunciare le nuove misure contro i jihadisti in terra tedesca è stato il ministro dell’Interno in persona, Thomas de Maizière, il quale ha illustrato il nuovo pacchetto che dovrebbe entrare in vigore a breve, già promesso dalla cancelliera Angela Merkel dopo i fatti di Wurzburg e Ansbach.

Il ministro ha voluto escludere l’ipotesi del divieto del burqa avanzata da alcuni ministri regionali, affermando che l’eventualità porrebbe problemi di carattere costituzionale e che “non si può proibire tutto ciò che si rifiuta”.

Altrettanto problematici potrebbe essere la misura concernente la revoca della cittadinanza tedesca: per i socialdemocratici, che si sono battuti per estenderla a molte cittadini di seconda e terza generazione, l’annullamento del secondo passaporto dovrebbe riguardare esclusivamente chi partirà come foreign fighter insieme ai jihadisti.

Fa discutere anche la proposta di aumentare la sorveglianza installando più telecamere per le strade della città: un’ipotesi invisa a molti tedeschi particolarmente legati alla difesa della propria privacy.

Un altro punto del pacchetto è incentrato sull’istituzione del reato penale di promozione del terrorismo, mentre per quanto riguarda le espulsioni, il cui processo dovrebbe essere velocizzato, Maizière ha affermato che non vi sarà tolleranza per gli stranieri che usano documenti di identità falsi o che hanno commesso reati per rimanere in Germania.

Inoltre è in progetto la creazione di un pool di intelligence con la missione di trovare potenziali terroristi sul web, operando sotto copertura, mentre Maizière ha anche promesso che le forze dell’ordine e sicurezza verranno aumentate di alcune migliaia di unità.

Per quanto la Germania non abbia ancora affrontato un attacco coordinato come quelli avvenuti a Parigi o Bruxelles i servizi segreti stanno vagliando centinaia di report inerenti la possibilità che lo Stato Islamico abbia inviato squadre nel Paese, tra le fila di rifugiati, con l’intento di compiere un attentato di grandi dimensioni.