Continua a Gerusalemme quella che è ormai nota come l’Intifada dei coltelli. Nella giornata di oggi due agenti delle forze di sicurezza israeliana a guardia della Porta di Damasco della città vecchia sono stati feriti da un giovane palestinesi che li ha accoltellati alle spalle.

In un’escalation di violenza che dura ormai da cinque mesi la polizia ha ucciso con una raffica di colpi l’assalitore, un ragazzo di 20 anni che ha dedicato il suo gesto a Mohammed al-Qiq, palestinese che da tre mesi sta scioperando osservando uno stretto digiuno per protestare contro gli arresti amministrativi posti in atto dalle autorità israeliane.

L’attentatore, che si è scoperto chiamarsi Mohammad Abu Khalaf, aveva infatti scritto su Facebook un breve messaggio in cui sosteneva la causa dell’attivista. Nello scontro a fuoco è stata ferita anche una passante, una donna palestinese raggiunta dalle schegge dei proiettili esplosi dagli agenti.

Con la morte del ragazzo è arrivato a dieci il bilancio dei palestinesi morti a seguito di attacchi effettuati nei pressi della Porta di Damasco, che i locali ormai hanno preso a chiamare la “Porta dei Martiri”. I due agenti sono stati portati in ospedale per le prime cure ma le loro condizioni non sarebbero gravi.

Nella giornata di oggi si svolgono anche i funerali del soldato israeliano ucciso ieri da due ragazzini palestinesi di 14 anni in un supermercato in Cisgiordania; l’incidente si era concluso con il ferimento dei due ragazzi da parte di un civile armato che ha sparato alla coppia.

Impressionante il bilancio degli scontri tra le due etnie negli ultimi 5 mesi. Da ottobre infatti sono 164 i palestinesi uccisi dalle forze armate, 108 dei quali identificati come aggressori, mentre la maggior parte degli altri sarebbero stati uccisi durante violente proteste. Buona parte tra le vittime erano poco più che adolescenti. I conteggio degli israeliani uccisi è invece arrivato a 28 persone, più un cittadino americano.

A causare le recente tensioni è stata tanto la recente disputa intorno alla gestione della Spianata delle Moschee a Gerusalemme quanto il fallimento degli accordi sul riconoscimento della Palestina come uno stato indipendente.