Tensione a Gerusalemme dove questa mattina si sono verifivati forti scontri tra palestinesi e polizia israeliana nella moschea di al-Aqsa. Un portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, ha riferito che gli agenti sono entrati per evitare che decine di ribelli, barricati all’interno del terzo luogo santo dell’Islam, continuassero a lanciare pcon sassi, oggetti contundenti e fuochi d’artificio.

Fonti palestinesi avrebbero confermato che gli agenti avrebbero inoltre fatto ricorso a gas lacrimogeni e che finora si ha notizia di una decina di contusi. “Era solo per chiudere le porte. Non abbiamo irruzione all’interno”, ha detto Rosenfeld aggiungendo che quattro poliziotti sono rimasti feriti e che non sono stati effettuati arresti.

Come spesso capita i disordini si verificano nei giorni delle solenni celebrazioni ebraiche e questa mattina i disordini sarebbero scoppiati quando decine di giovani palestinesi, alcuni dei quali mascherati, avevano tentato di impedire l’accesso alla Spianata delle Moschee dei religiosi israeliani che vi si erano recati in occasione delle solenni festività ebraiche di Tisha’ Beav, in cui si commemorano la distruzione dei templi biblici di Gerusalemme. “Vista la durezza degli scontri e l’escalation dell’azione dei rivoltosi, allo scopo di prevenire ulteriori feriti tra la polizia le forze di sicurezza sono entrate per alcuni metri nel perimetro della moschea e ne hanno chiuso le porte, con i ribelli all’interno, per ristabilire l’ordine” si legge nel comunicato diffuso dalla polizia.