L’unica formazione politica a non essere coinvolta nella Gettonopoli di Messina è la Lista civica “Cambiamo Messina dal basso» del sindaco Renato Accorinti, uno degli attivisti simbolo nella battaglia contro il ponte di Messina, eletto a sorpresa nelle ultime elezioni (ha superato al ballottaggio il candidato del Pd Felice Calabrò). Gli altri – ovvero 23 consiglieri comunali su 40 – sono indagati per i reati continuati di truffa aggravata, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici e abuso d’ufficio.

Il Gip ha stabilito che dodici di loro – Carlo Abbate (Pd), Pietro Adamo (Movimento Siamo Messina), Pio Amadeo (Movimento Articolo 4), Angelo Burrascano (Il Megafono-Lista Crocetta), Giovanna Crifò (Forza Italia), Nicola Salvatore Crisafi (Ncd), Nicola Cucinotta (Pd), Carmela David (Udc), Paolo David (capogruppo Pd), Fabrizio Sottile (Movimento Siamo Messina), Benedetto Vaccarino (Pd) e Daniele Santi Zuccarello (Movimento progressisti democratici) – hanno l’obbligo di firma davanti ai vigili prima e dopo i lavori della commissione di cui fanno parte.

Perché sono indagati? Per le false partecipazioni a ben decine di sedute di commissioni consiliari al mese, che consentiva ai consiglieri di incassare l’indennità massima aggiuntiva di 2.184 euro al mese – questa voce, solo nel 2014, è costata alle casse del Comune di Messina quasi un milione di euro. E ovviamente l’enorme numero di sedute di commissione produceva pochissimi provvedimenti che poi approdavano in aula.

Il procuratore aggiunto Barbaro, a proposito delle “presenze-lampo” in consiglio e nelle commissioni dice che “per adottare la misura dell’obbligo della firma abbiamo considerato soltanto i consiglieri che erano presenti alle sedute per meno di tre minuti. Se avessimo utilizzato un limite di tempo più ampio la cosa avrebbe interessato praticamente tutto il consiglio“. Insomma come diceva uno dei consiglieri in una intercettazione: “…io voglio questa c… d’indennità! A me di fare le commissioni non me ne f… niente, io voglio l’indennità…“.