Tragedia sfiorata in Giappone, dove un Airbus A320 della compagnia sudcoreana Asiana Airlines ha effettuato un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Hiroshima, nell’Ovest del Paese. 27 delle 81 persone a bordo (74 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio) sono rimaste ferite, mentre l’aereo ha subito danni sostanziali, con l’ala principale e il motore di sinistra gravemente danneggiati.

L’episodio, ha riferito la tv Nhk, ha interessato il volo Asiana 162 partito da Incheon, vicino a Seul e atteso a Hiroshima, nel Giappone centrale, alle ore 20.00 di ieri sera (le 13.00 ora italiana). La dinamica dell’incidente non è ancora chiara, ma secondo i primi elementi raccolti sembra che l’aereo, in avvicinamento alla pista di Hiroshima, volasse ad un’altitudine troppo bassa, atterrando circa 330 metri prima dell’inizio pista e colpendo a tutta velocità un’antenna di telecomunicazioni. La coda avrebbe quindi sfiorato il suolo provocando una lunga scia di scintille e facendo slittare l’aereo per diverse centinaia di metri, con una rotazione di 180 gradi. Il velivolo si sarebbe infine fermato dopo un rocambolesco fuoripista. Tutte le persone a bordo sono state evacuate attraverso gli scivoli di emergenza, mentre le squadre di soccorso sono tempestivamente intervenute per aiutare i feriti, di cui uno in condizioni gravi.

Sulla zona le condizioni atmosferiche erano pessime, ma le indagini non escludono l’ipotesi di un errore umano da parte del pilota. A seguito dell’incidente lo scalo di Hiroshima è stato chiuso al traffico e tutti i voli sono stati annullati.

Il caso ha riportato alla memoria un altro incidente che vide coinvolto un Boeing 777 della stessa compagnia, la Asiana Airlines, che nel luglio 2013 si schiantò all’aeroporto di San Francisco causando 3 morti e 181 feriti. Le responsabilità furono allora attribuite ai piloti, che nella fase di atterraggio giunsero all’inizo della pista a velocità ed altezza troppo bassa, senza riuscire a ridare potenza ai reattori per riattaccare e riprendere quota.