È un discorso storico per il Giappone quello pronunciato oggi dall’imperatore Akihito e trasmesso dalla televisione pubblica NHK.

Nei dieci minuti, già registrati in anticipo, l’ultimo imperatore sulla faccia della Terra ha discusso le proprie condizioni di salute e ha espresso il dubbio che l’età e i malanni a essa connessi possano rendere difficile la continuazione del suo ruolo, che secondo la Costituzione nipponica è puramente simbolico e cerimoniale.

Nonostante Akihito non abbia mai utilizzato il termine “abdicare”, tuttavia in molti nelle sue parole hanno scorto la non remota possibilità che l’anziano monarca di 82 anni sia intenzionato a conferire ad altri i suoi doveri.

Il primo ministro Shinzo Abe ha affermato che il governo discuterà seriamente delle modifiche legali che questo passaggio di consegne epocale richiederà, in linea con la speranza espressa dall’imperatore del Giappone che la carica simbolica del suo ruolo possa continuare a essere utile per il Paese senza interruzioni di sorta.

Non esistono infatti leggi che permettano all’imperatore di abdicare e lo stesso non potrebbe fare dichiarazioni politiche, in quanto vietato dalla costituzione, e lo stesso annuncio potrebbe essere visto come un gesto politico.

Si tratta del secondo discorso pubblico di Akihito, il primo dei quali era stato pronunciato dopo la terribile disgrazia di Fukushima, a marzo del 2011. Il monarca, che ha già subito un’operazione al cuore ed è stato curato per un cancro alla prostata, è assiso sul trono del Giappone dal 1989, essendo succeduto al padre Hirohito morto in quell’anno.

A succedergli dovrebbe essere il figlio maggiore, il principe Naruhito di 56 anni, primo in linea di successione. Dopo di lui viene il principe Akishino, mentre la principessa Aiko, figlia di Naruhito, non può aspirare al trono in quanto vietato alle donne.

L’opinione pubblica sembra appoggiare il desiderio di Akihito, e da un recente sondaggio oltre l’85% dei giapponesi ha affermato che l’abdicazione dovrebbe essere resa legale.