Una scossa di terremoto di magnitudo 6.9 ha colpito la zona nord-est del Giappone intorno alle 6 del mattino (ora locale), seguita da una serie di scosse di assestamento: l’epicentro è stato localizzato in mare, e in particolar modo ha interessato la costa orientale della prefettura di Fukushima, dove nel 2011 avvenne il famigerato disastro causato dall’imponente tsunami che colpì la centrale nucleare.

L’Agenzia meteorologica giapponese ha affermato che il terremoto potrebbe essere proprio diretta conseguenza del sisma del 2011, costituendo la più grande scossa di assestamento da cinque anni a questa parte.

Sono state rilevate onde alte quasi un metro lungo la costa, ma fortunatamente dopo alcune ore l’allarme tsunami è rientrato, per quanto siano ancora validi gli avvisi di cautela avanzati per le zone di Miyagi e Fukushima e le prefetture di Iwate e Ibaraki: ai residente di queste aree è stato chiesto di spostarsi nelle zone collinari in attesa che la situazione ritorni alla normalità.

In generale si pensa che un altro grande terremoto possa colpire il Giappone entro i prossimi giorni, e a tutti gli abitanti della regione è stato consigliato di rimanere cauti e all’erta fino alla prossima settimana.

Nessuna conseguenza anche per la centrale nucleare di Fukushima, che l’anno scorso è stata riavviata: per quanto il reattore numero 3 abbia smesso di funzionare intorno alle 6 di mattina, come conseguenza del sisma, ha poi ripreso a pieno regime intorno alle 7.50 e l’intera struttura è risultata essere intatta e al sicuro.

Anche il bilancio delle vittime sembra essere negativo, con il capo di Gabinetto Yoshihide Suga che in sede di conferenza stampa ha parlato solo di sei feriti lievi e di danni molto marginali alle infrastrutture.