Coinvolto da qualche tempo in un’indagine per evasione fiscale, Gino Paoli ha deciso di dimettersi dalla presidenza della SIAE, ruolo che aveva ricoperto dall’elezione datata 17 maggio 2013.

Il musicista è accusato di aver trasferito illegalmente in una banca svizzera circa due milioni di euro, come sarebbe stato rilevato dalle intercettazioni ambientali della Guarda di Finanza nello studio del commercialista Andrea Vallebuona.

I due milioni di euro, frutto di alcune prestazioni artistiche, sarebbero stati spostati in movimenti diversi. Allertato dalle recenti indagini delle autorità in materia di evasione fiscale, Gino Paoli avrebbe voluto riportare il denaro in Italia senza però farlo passare attraverso lo scudo fiscale.

Aspramente criticato per la sua gestione della SIAE ben prima di questi ultimi fatti di cronaca, il cantautore ha partecipato al Consiglio di Gestione che si è svolto in mattinata, annunciando ufficialmente la sua decisione.

Gino Paoli motiva la sua dimissione come un atto dovuto per il rispetto dell’ente e per fugare qualsiasi sospetto nei propri riguardi: “Cari Consiglieri, alla luce delle vicende che mi hanno coinvolto in questi giorni mi preme rivolgermi a voi con cui ho condiviso questo percorso di circa un anno e mezzo di intenso e appassionato lavoro. Ci tengo a dirvi che sono certo dei miei comportamenti e di non aver commesso reati. Con il rispetto assoluto di chi sta doverosamente svolgendo il suo lavoro di indagine, intendo difendere la mia dignità di persona per bene. In questi giorni assisto purtroppo a prevedibili, per quanto sommarie, strumentalizzazioni, che considero profondamente ingiuste.

Non è mancata quindi una rivendicazione d’orgoglio per il lavoro svolto in questi anni: “Quello che non posso proprio permettermi di rischiare, però, è di coinvolgere la SIAE in vicende che certamente si chiariranno, ma che sono e devono restare estranee alla Società. Ho volutamente aspettato qualche giorno a parlarvi per non entrare nella foga di queste stesse strumentalizzazioni. Credo di aver espletato il mio compito di Presidente al massimo delle mie capacità. Sono orgoglioso dei risultati che abbiamo ottenuto insieme, per cui abbiamo combattuto fianco a fianco in battaglie importanti, fino all’ultima in favore dei giovani autori”.