La storia catena Toys R Us, specializzata nella vendita dai giocattoli, rischia di scomparire del tutto: il colosso americano è infatti stato soppiantato dal fenomeno della vendita online, che nel settore ha conosciuto un boom improvviso.

Toys R Us ha dunque depositato la documentazione per la bancarotta assistita, il cosiddetto Chapter 11: segno di un’industria che colpisce in generale il settore della vendita al dettaglio in sé e per sé, molto più che quello dei giocattoli nello specifico. Causa principale è l’avvento di rivali imbattibili come Amazon.

Grazie al Chapter 11 l’azienda spera di poter ristrutturare i 400 milioni di dollari di debito contratti, in scadenza nel 2018.

Difficile anche la posizione sul mercato del colosso, visto che le agenzie di rating hanno risposto all’indiscrezione tagliando la valutazione della società, con rating rivisti al ribasso.

Al momento la società non prevede la chiusura di negozi e ha annunciato di voler continuare a operare in modo regolare sfruttando tutta la sua rete commerciale

La società ha precisato che non ha intenzione di chiudere negozi e che la sua rete commerciale a livello globale continuerà ad operare regolarmente. In tutto sono circa 1600 i negozi, nei quali sono impiegati quasi 64mila lavoratori. La sezione europea non è però interessata dal processo di bancarotta, e non dovrebbero esserci ripercussioni immediate.

Inevitabilmente tra le prossime mosse da prendere in considerazione da parte di Toys R Us c’è l’allargamento nel mondo della vendita online, cui l’azienda era già approdata lanciando i primi web store dei suoi prodotti.