Il gioco d’azzardo, come abbiamo raccontato qui, ha registrato negli ultimi dieci anni una crescita senza freni, indifferente al duro momento di recessione che ha colpito tutti gli altri settori. E a non conoscere crisi è anche il giro d’affari della criminalità organizzata (foto by Infophoto), sempre più interessata e coinvolta nel dorato mondo delle macchinette e delle scommesse on line. Che sia lecito o illecito non importa, purché gioco d’azzardo sia.

“Un settore appetibile”. Così lo definisce Marco Garofalo, responsabile del Nucleo Centrale dello Sco (Servizio Centrale Operativo) che si occupa di giochi e scommesse. Dal 2002 lo Sco monitora e analizza il fenomeno, in particolare i tentativi di infiltrazioni criminali nell’ambito sia dei giochi leciti (i cosiddetti “apparecchi di intrattenimento”, come slot machine, lotto, bingo, lotterie e siti Internet) che di quelli illeciti (scommesse clandestine, lotto e toto nero, bische e picchetto illegale). Il sistema è organizzato in un nucleo centrale e 26 nuclei interprovinciali. Circa 200, tra agenti e funzionari, le persone che ci lavorano.  “La legge stabilisce il confine tra legale e illegale: è illegale la raccolta di denaro non effettuata dai Monopoli di Stato” spiega Garofalo ”Nel flusso regolare, l’ostruzione della criminalità organizzata è come un bypass che crea circuiti paralleli, sottraendo denaro alle casse dello Stato”.

La relazione antimafia. L’ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia, presentata nel dicembre scorso, lo sottolinea chiaramente. Attraverso il gioco d’azzardo, scrive il magistrato Diana De Martino, “è possibile investire, percependo rapidamente guadagni consistenti (soprattutto se le regole del gioco vengono falsate) ed inoltre le varie tipologie di giochi possono essere utilizzate per riciclare capitali illecitamente acquisiti”. A fronte di ciò, si legge ancora, ”il rischio che le condotte illecite vengano individuate è relativamente basso, e le conseguenze giudiziarie, di solito, risultano piuttosto contenute”. Dunque introiti ingenti, che permettono di riciclare e investire elevatissime somme di denaro. Senza troppi rischi. E senza contare i danni delle infiltrazioni criminali nel mercato regolare: mancati introiti, alterazione delle regole, assenza di controlli a danno dei più deboli.

Slot criminali. “Più della metà della raccolta ufficiale del denaro arriva dalle slot machine” dice ancora Marco Garofalo dello Sco. Ma, si sa, le cosiddette macchinette sono spesso vittime di alterazioni che permettono di deviare il traffico monetario verso le tasche dei clan e dei loro accoliti. “E sono anche spesso uno specchietto per le allodole nelle sale gioco gestite dalla criminalità, soprattutto al Sud – continua Garofalo -. Sono anche uno strumento di controllo del territorio in un vero e proprio circuito parallelo a quello legale: in certe zone, le concessioni possono essere gestite solo da alcuni ed è a loro, solo a loro, che sono costretti a rivolgersi gli esercenti di bar e locali pubblici”. Le modalità sono quelle classiche della criminalità mafiosa. Come le estorsioni o l’uso dei prestanome, visto che per acquisire una concessione è necessario avere la fedina penale pulita.

Le bische del 2013. Dimentichiamo le bische fumose e mal frequentate raccontate da film e romanzi. Per la criminalità organizzata oggi ci sono nuovi, e più proficui, modi per guadagnare con meno fatica e meno rischi. “Le nuove bische sono le slot illegali e le scommesse on line: è questa la nuova frontiera, l’Eldorado delle mafie oggi” sottolinea Garofalo “Ovviamente si parla di scommesse non legali, effettuate su siti non collegati ai Monopoli ma localizzati all’estero“. Senza contare tutti i crimini che al gioco sono collegati. Il riciclaggio, più si scommette e più si ricicla. L’usura. Le truffe di chi si mette d’accordo con gli esercenti e acquista biglietti vincenti, “ripulendo” così facilmente grosse somme di denaro. I furti di “gratta e vinci”. “La bisca viene meno – ripete ancora Garofalo -, per chi se ne intende meglio Internet, dove ci sono meno controlli. La progressione dei giochi on line è la vera sfida del futuro”. E infatti quelli che sono ormai entrati a piè pari nel settore gioco sono tutti clan di altissimo livello. I Lo Piccolo in Sicilia, i Lampada-Valle a Milano, i De Stefano, Condello e Pesce in Calabria, i Casalesi in Campania. “Ormai è un ramo d’azienda immancabile nei più grandi sodalizi criminali e questo rende bene l’idea della portata del fenomeno” conclude Garofalo.

I conti di Libera. Quantificare gli introiti delle mafie non è semplice. Ci ha provato la nota associazione Libera, che un mese fa ha diffuso un dossier intitolato Azzardopoli, il Paese del gioco d’azzardo. Quando il gioco si fa duro…. le mafie iniziano a giocare. Il documento riporta i numeri del gioco regolare e lancia l’allarme sulla crescita dei giocatori a rischio dipendenza. Ma soprattutto prova a tirare le somme sul giro d’affari illegale, calcolato intorno ai 10 miliardi di euro sui quasi 80 di quello legale. La criminalità organizzata è definita “l’undicesimo concessionario occulto dei Monopoli di Stato”: 41 i clan seduti al tavolo verde e 10 le Procure della Repubblica direzioni distrettuali antimafia che nell’ultimo anno hanno effettuato indagini: da Bologna a Palermo, da Firenze a Napoli. Una ventina le città dove sono stati effettuati arresti e sequestri direttamente collegati alla criminalità organizzata.