Il decreto legge sul gioco d’azzardo, che dovrebbe arrivare in sede di Consiglio dei Ministri la prossima settimana, prevede nuove regole per slot machine e affini. Una piccola rivoluzione, che sta facendo molto discutere le associazioni a difesa dei consumatori e gli stessi professionisti del settore.

Quella del gioco d’azzardo è la terza industria del Paese, in grado di arrivare fino al 12% delle spese della famiglia media italiana. Secondo il nuovo decreto legge verrebbero a cadere le norme istituite singolarmente da comuni e regioni, allo scopo di ottenere un’omogeneizzazione del fenomeno.

La prima novità riguarda il numero delle slot machine: dalle circa 350mila presenti nel territorio italiano si scenderebbero alle 250mila unità. In bar e tabaccherie le macchinette potrebbero arrivare a una massimo di sei per locale, in ogni caso distribuite ogni sette metri quadri.

In tutti gli altri esercizi come alberghi, cinema e circoli privati andrebbero eliminate, a meno che non venga richiesta una specifica licenza per il gioco d’azzardo, di cui finora non c’era stato bisogno.

La tendenza sarebbe quella della concentrazione in locali specializzati di almeno 50 metri quadrati, le gaming hall, nelle quali ci dovrà essere una persona che controlli i giocatori. Le slot machine in questo caso andrebbero collocate ogni tre metri quadrati.

I cambiamenti riguardano anche la modalità di prelievo statale sugli incassi derivati dal gioco d’azzardo. Le tasse non verranno più calcolate sulle somme inserite dai giocatori ma sul margine di guadagno delle aziende (la differenza tra l’incasso e il pagamento delle vincite). Secondo il sottosegretario all’Economia il gettito dello Stato dovrebbe rimanere uguale rispetto ad oggi, mentre per Agipro la percentuale destinata al fisco salirebbe dal 13,1% al 15,6%.

Inizialmente la pubblicità riguardante il gioco d’azzardo sarebbe dovuta andare incontro a un divieto ferreo, ma il decreto del governo tenderebbe invece a chiedere alle emittenti la protezione della fascia oraria destinata ai minori, ovvero dalle 16 alle 19.

Secondo le associazioni che si battono contro i rischi derivanti dal gioco d’azzardo, come per esempio Slotmob e No Slot, il nuovo decreto legge è stato scritto a partire dalla consultazione dei rappresentanti dell’industria, e quindi sarebbe destinata alla loro protezione. In effetti il testo della proposta di legge sarebbe nota al pubblico solo in seguito alla pubblicazione online del testo da parte del senatore Giovanni Endrizzi del Movimento 5 Stelle.

La concentrazione del gioco in sale specializzate provocherebbe il rischio di un minore controllo sociale, a vantaggio di una sorta di disincentivazione del gioco casuale in bar e tabaccherie. Attorniati da altri utenti le puntate tenderebbero a salire, con conseguenti effetti disastrosi per il tessuto sociale.