È stato condannato – in primo grado e col rito abbreviato – a 30 anni di reclusione Luca Priolo, l’ex di Giordana Di Stefano, la 20enne accoltellata il 6 ottobre 2015 a Nicolosi. Un’ossessione – secondo i familiari di lei – quella per Giordana che ha spinto l’uomo prima ad ucciderla e poi a fuggire via. È stato arrestato dai militari mentre si trovava alla stazione ferroviaria di Milano, come mostrano le immagini di videosorveglianza: stava fuggendo via, aveva abbandonato in fretta e furia il suo paese e non è ancora chiaro dove si stesse dirigendo. Dopo la cattura, però, Priolo ha confessato l’atroce delitto negando, però, la premeditazione.

Secondo l’imputato, dunque, il movente dell’omicidio sarebbe da collegare a un raptus dovuto “alla volontà di lei di non revocare la denuncia per stalking”. Giordana Di Stefano, infatti, lo aveva denunciato per atti persecutori che si erano verificati tempo addietro: i due, infatti, non stavano più insieme da tempo nonostante fossero genitori di una bimba di appena quattro anni. La piccola, adesso, vive con Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano che, proprio ieri, una volta udita la sentenza, ha chiesto certezza della pena per chi uccide le donne.

“Giustizia è stata fatta” ha dichiarato l’avvocato della famiglia Di Stefano, Ignazio Danzuso, lasciando l’aula del Tribunale di Catania.