Non è ancora chiaro se sia possibile definirla come un attacco terroristico, ma la sparatoria avvenuta in un centro di addestramento militare finanziato dagli USA in Giordania, nella capitale Amman, ha destato grande preoccupazione nelle autorità statunitense.

Sono 7 le vittime in totale dell’ufficiale di polizia giordano che ieri mattina intorno alle 12 ha aperto senza preavviso il fuoco nel centro di addestramento di Amman: si tratta di due contractors americani, uno sudafricano e quattro agenti di polizia locali. Altre 6 persone sono invece rimaste ferite.

L’assalitore è stato ucciso dalle guardie armate del luogo nel susseguente scontro a fuoco. Non è ancora stato possibile rinvenire una giustificazione plausibile per il gesto dell’uomo, identificato come Anwar Abu Zayd.

Le autorità americane hanno tenuto a spiegare che le due vittime statunitensi dell’attacco non erano soldati ma contractor del Dipartimento di Stato. Il centro internazionale di addestramento della polizia che è stato il teatro della tragedia è una struttura creata dagli Stati Uniti che ha come scopo la creazione di forze di sicurezza irachene e palestinesi qualificate.

Gli investigatori stanno concentrandosi sulla pista dell’attentato terroristico sopratutto sulla base di una coincidenza, probabilmente non fortuita: l’attacco è infatti avvenuto nel decimo anniversario dell’esplosione di tre bombe piazzata in alcuni hotel di Amman da militanti di Al Qaeda, che provocarono circa 65 vittime.

Tuttavia le testimonianze di amici e parenti descrivono Abu Zayd come un uomo tranquillo e un militare irreprensibile che non ha mai avuto contatti con ambienti estremisti né motivo di ostilità nei confronti degli Stati Uniti. E in effetti al momento non c’è stata nessuna rivendicazione da parte di gruppi terroristici.

Lo stato della Giordania è uno dei più fedeli alleati americani nel Medio Oriente e parte della coalizione statunitense creata contro lo Stato Islamico. Lo scorso febbraio suscitò grande indignazione la cattura e l’esecuzione di un pilota giordano da parte dei soldati dello Stato Islamico, che diedero fuoco all’uomo dopo averlo rinchiuso in una gabbia.