Un altro primato va ad arricchire le statistiche di Giorgio Napolitano: il presidente della Repubblica compie 89 anni, essendo nato il 29 giugno 1925. E’ il più vecchio capo dello Stato nella relativamente breve storia della Repubblica italiana (e anche del Regno d’Italia, poiché nessuno dei quattro re Savoia occupò il trono in età così avanzata). Prima di lui, l’indimenticato Sandro Pertini raggiunse 88 anni e 9 mesi quando terminò il suo mandato, nel 1985, anch’egli il 29 giugno. Napolitano trascorrerà questa giornata festiva insieme ai familiari nella tenuta presidenziale di Castelporziano. Data la sua posizione straordinaria, questo potrebbe anche essere l’ultimo compleanno che festeggia da inquilino del Quirinale. Per ragioni politiche, non di salute. Anche i sassi sono al corrente del suo record: l’unico presidente italiano ad essere stato rieletto.

Accadde il 20 aprile 2013 quando le due principali forze politiche del momento, cioè Partito democratico e Popolo della libertà, avevano toccato il loro punto più basso, incapaci di esprimere un successore. In particolare il Pd aveva affossato il suo stesso candidato, Romano Prodi, in un tentativo di prendersi il presidente senza più cercare un accordo con gli avversari verso un nome condiviso. Al culmine della disperazione, quando il Paese si trovava ancora senza Governo dopo due mesi dalle elezioni, il leader Pd dimezzato Pier Luigi Bersani e il capo del Pdl Silvio Berlusconi (oltre a Mario Monti, in quel momento leader di Scelta civica) si rivolsero a Napolitano, praticamente implorandolo di accettare la rielezione.

Il vecchio presidente disse di sì, ma a condizioni ben precise: i partiti dovevano trovare un accordo per formare un Governo a larga maggioranza dedicato a due attività fondamentali: uscire dalla crisi economica e procedere alle riforme istituzionali indispensabili per sbloccare un Paese paralizzato. E lui sarebbe rimasto in carica solo per il tempo necessario a vedere realizzato questo programma. Sappiamo poi com’è andata. Negli ultimi tempi, tuttavia, il percorso delle riforme sembra effettivamente avviato, sebbene tra mille difficoltà. Lo stesso Napolitano è apparso ottimista: infatti ha detto poco tempo fa che si avvicina il momento in cui lui potrà passare la mano, cioè dimettersi. Sperando che questa volta i partiti siano capaci di trovare un sostituto, possibilmente decente.