Quasi esattamente un anno fa, il 22 aprile 2013, nel discorso d’insediamento davanti al Parlamento, disse: “Eserciterò le funzioni che la Costituzione mi attribuisce fino a che la situazione lo richiederà, o almeno fino a che le forze me lo permetteranno“. Una precisazione doverosa per un uomo che alla verde età di 87 anni si apprestava a cominciare il secondo mandato da presidente della Repubblica.

Ora sembra che le circostanze eccezionali che portarono per la prima volta alla rielezione di un capo dello Stato stiano per esaurirsi. Lo accenna indirettamente proprio Giorgio Napolitano, in una lettera al Corriere della sera.

Senza mai parlarne direttamente, il presidente lascia intendere che non è lontano il momento in cui potrà dare le dimissioni. In che altro modo è possibile interpretare il seguente passaggio? “Confido, in sostanza, che stiano per realizzarsi condizioni di maggior sicurezza, nel cambiamento, per il nostro sistema politico-costituzionale, che mi consentano di prevedere un distacco comprensibile e costruttivo dalle responsabilità che un anno fa mi risolsi ad assumere entro chiari limiti di necessità istituzionale e di sostenibilità personale“.

La lettera di Napolitano (foto by InfoPhoto) traccia un bilancio di questo primo anno del secondo mandato. Evidentemente egli considera che le riforme istituzionali avviate negli ultimi tempi stiano per essere completate: “Che questo processo si sia messo in moto, e di recente decisamente accelerato, senza essere bloccato da una crisi e susseguente ristrutturazione della maggioranza di governo né, più tardi, dal cambiamento politico sfociato in una nuova compagine e guida governativa, mi fa considerare positivo il bilancio dell’anno trascorso“.