Ormai è ufficiale. Giorgio Napolitano non è più il Presidente della Repubblica. Con le dimissioni e la relativa uscita anticipata dal palazzo del Quirinale ha perso la sua carica ma potrà comunque godere di un lungo elenco di servizi e comfort che nell’attuale situazione economica sembrano francamente eccessivi.

Con l’addio alla massima carica, Giorgio Napolitano ritornerà a coprire l’incarico di senatore a vita, una carica che aveva già ricoperto per pochi mesi – dal 12 settembre 2005 al 15 maggio 2006 – quando fu nominato dal suo predecessore – Carlo Azeglio Ciampi. L’incarico portà con sé l’ufficio: 100 metri quadrati a Palazzo Giustiniani – quello che una volta era stato occupato da un altro presidente della Repubblica – Oscar Luigi Scalfaro e una decina di persone come segreteria.

In questa veste riceverà uno stipendi di circa 15.000 euro netti al mese, a cui vanno sommati un lungo elenco di benefit a carico del bilancio della presidenza della repubblica. Avrà diritto ad un segretario distaccato tra i dipendenti del segretariato generale del Quirinale, un guardarobiere e un addetto alla persona, ovvero un maggiordomo – sempre a spese del Quirinale.

A questo bisogna aggiungere un telefono cellulare o satellitare, un fax e un’altra connessione urbana ultraprotetta, una linea dedicata con il Quirinale ed il Viminale, collegamenti telematici, consultazione di agenzie di stampa e banche dati, connessioni televisive a bassa frequenza per la trasmissione dei lavori di Camera e Senato, e dulcis in fundo, l’auto con telefono e autista, che spetta pure alla vedova o al primogenito dell’ex capo di Stato.

Ovviamente all’elenco mancano ancora i poliziotti ed i carabinieri che si occupano della scorta e della sicurezza dell’ex-presidente. In questo caso è dificile parlare di spending review.

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