Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha pronunciato ieri sera il suo ultimo discorso di fine anno da Capo di Stato. Un discorso molto atteso il suo, proprio perché le dimissioni arriveranno a breve e poi perché l’addio al Quirinale arriva in un momento assai particolare e delicato per l’Italia così come era avvenuta la sua rielezione, richiesta a gran voce da quasi tutte le forze politiche, dopo vari tentativi andati a vuoto per eleggere un Presidente della Repubblica che avesse la maggior parte dei consensi e dell’appoggio.

Napolitano non si è limitato a tracciare un bilancio dei suoi lunghi anni al Quirinale, né si è limitato a salutare ai cittadini: il Presidente lascia il suo ruolo tracciando la strada che il suo successore dovrà percorrere. Una strada che si annuncia difficile ma che si rivelerà essere un punto chiave di svolta per il nostro Paese.

Il Presidente ha ovviamente elogiato gli sforzi che si sono compiuti per avviare finalmente quel processo di riforme di cui l’Italia avrebbe tanto bisogno, non dimenticando di ricordare quanto sia importante riuscire a superare finalmente il bicameralismo perfetto. Restando nel campo della politica, Napolitano ha poi puntato il dito contro coloro che vorrebbero tornare alle monete nazionali, andando a spazzare via i traguardi raggiunti grazie all’Euro. Sempre in ambito europeo, il Capo di Stato avrebbe giudicato in modo assai positivo il semestre europeo di guida italiana – che si concluderà il prossimo 13 gennaio.

Nonostante qualcuno l’abbia criticato per non aver avuto un pensiero per i due marò, Latorre e Girone, Napolitano ha preferito concentrarsi su uno degli scandali che hanno contribuito, più di tutti, ad agitare gli ultimi giorni del 2014 in Italia: ci si riferisce ovviamente all’inchiesta Mafia Capitale, l’ennesima manifestazione di quella “patologia” che affligge il nostro Paese – organizzazioni criminali – che Giorgio Napolitano si augura venga affrontata e bonificata.

Nelle parole del Presidente non poteva mancare un pensiero ai giovani e ai lavoratori, a chi sta costruendo il suo futuro e a chi l’ha visto messo in pericolo a causa della disoccupazione. Le parole di Napolitano non hanno solo disegnato quella che è la situazione attuale ma hanno voluto gettare anche un seme di speranza per il domani, perché come lui stesso afferma: “La crisi è anche una opportunità per far nascere un’Italia nuova“. E di esempi belli e positivi l’Italia ne è ricca ed è lui stesso a citarli: l’astronauta Samantha Cristoforetti, la fisica Fabiola Gianotti, i medici di Emergency di Gino Strada. Senza contare poi la figura di Papa Francesco, che tanto sta facendo, in tema di rinnovamento, all’interno della Chiesa.

(photo credit: quirinale.it)