Durante la deflagrazione di un ordigno inesploso sganciato da un F-16 israeliano su Beit Lahya, a nord di Gaza, sarebbero rimaste vittime sette persone: un videoreporter italiano, il romano Simone Camilli, un giornalista locale e cinque artificieri palestinesi. La notizia è stata resa nota dall’ospedale Kamal Adwan, dove sono stati trasportati i corpi delle vittime.

Un’ulteriore conferma, insieme al nome del giornalista è arrivata prima da Mohammed Abedallah, del settore relazioni internazionali del ministero dell’Informazione del Governo di unità nazionale palestinese, quindi dalla Farnesina. L’italiano lavorava per diverse agenzie internazionali tra le quali l’Associated Press, stava documentando il momento con la telecamera. Lui come le altre vittime sono state investite dalla deflagrazione.

Il fratello di uno dei cinque artificieri morti avrebbe inoltre affermato che all’interno della bomba israeliana fatta brillare ci fosse stata “una sorta di trappola” manipolata “nell’intento di provocare vittime”.