Si celebra oggi, 1 giugno, la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, unica ricorrenza a livello mondiale voluta dal Concilio Vaticano II ed istituita con il decreto conciliare Inter Mirifica nel 1963. Una giornata che la Chiesa cattolica dedica alla riflessione sull’impiego degli strumenti di comunicazione sociale, solitamente celebrata la domenica che precede la Pentecoste.

Nell’era della multimedialità, la comunicazione ha assunto due precise caratteristiche: è “amplificata” e “continua”. Un dinamismo che favorisce come mai in passato il contatto tra persone e mondi anche lontani fra loro. In questo contesto ci colloca il tema del Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014, reso noto con il titolo “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”.

Oggi viviamo in un mondo che sta diventando sempre più “piccolo” e dove, quindi, sembrerebbe essere facile farsi prossimi gli uni agli altri. Gli sviluppi dei trasporti e delle tecnologie di comunicazione ci stanno avvicinando, connettendoci sempre di più, e la globalizzazione ci fa interdipendenti -ha dichiarato Papa Francesco (foto by InfoPhoto) nel suo messaggio ufficiale per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014 – tuttavia all’interno dell’umanità permangono divisioni, a volte molto marcate. A livello globale vediamo la scandalosa distanza tra il lusso dei più ricchi e la miseria dei più poveri. Spesso basta andare in giro per le strade di una città per vedere il contrasto tra la gente che vive sui marciapiedi e le luci sfavillanti dei negozi. Ci siamo talmente abituati a tutto ciò che non ci colpisce più. Il mondo soffre di molteplici forme di esclusione, emarginazione e povertà; come pure di conflitti in cui si mescolano cause economiche, politiche, ideologiche e, purtroppo, anche religiose. In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa. Comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere più uniti. I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto. La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri. I media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi. In particolare internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio.” (Potete leggere qui il messaggio completo)