Oggi 22 maggio si celebra la Giornata mondiale della biodiversità (in inglese International Day for Biological Diversity), festività istituita dalle Nazioni Unite nel 1993,  allo scopo di sensibilizzare e accrescere la consapevolezza su un tema importante e delicato come la diversità biologica, oggi sempre più a rischio. Inizialmente si celebrava il 29 dicembre, per ricordare l’entrata in vigore della Convenzione sulla Diversità Biologica. Dal 2000 la manifestazione viene invece celebrata ogni anno il 22 maggio.

Secondo la Strategia Nazionale per la Biodiversità 2010 “per biodiversità di un determinato ambiente, in particolare, si intende la varietà di organismi viventi in esso presenti, attualmente minacciata dal progressivo aumento dei fattori inquinanti e dalla riduzione degli habitat. La biodiversità può essere descritta in termini di geni, specie od ecosistemi. Lo sviluppo sostenibile dipende anche dalla comprensione, protezione e conservazione degli innumerevoli ecosistemi interattivi del pianeta.” Il termine biodiversità abbraccia dunque tutto l’insieme delle forme viventi geneticamente diverse e degli ecosistemi ad esse correlati.

Nel 2013, Anno Internazionale della Cooperazione Idrica, il tema della Giornata sarà “Acqua e Biodiversità”, in  accordo con la proclamazione, da parte della stessa Assemblea delle Nazioni Unite, del Decennio Internazionale per l’Azione ‘WATER FOR LIFE’ (2005-2015) e il Decennio della Biodiversità (2011-2020). L’acqua, dunque, e il suo indissolubile legame con la vita sulla terra, in unione ad un uso responsabile e sostenibile, per la tutela delle specie animali e vegetali, sarà il filo conduttore di questa edizione.

Il commissario UE per l’ambiente ha dichiarato in proposito: “La biodiversità costituisce la ricchezza naturale della terra, la base della vita e della prosperità del genere umano. Ma le risorse della vita si stanno assottigliando ad un ritmo allarmante. Il messaggio è chiaro: ci stiamo privando del nostro stesso futuro. È vitale ora intensificare le nostre azioni per salvaguardare la diversità della vita sulla terra.

I frequenti studi sull’accelerazione della perdita delle specie contribuiscono ad interrogarsi sempre più spesso sul perché tali perdite siano importanti e sull’esigenza di attivarsi in maniera concreta per conservare la biodiversità. La risposta dei biologi è univoca, e cita sempre una serie di indispensabili “benefici” che la biodiversità apporta alla società (controllo di parassiti e malattie, produttività della pesca, controllo dell’inquinamento di aria e acqua, ecc.), tuttavia, in molti casi, i benefici derivanti dalla biodiversità devono ancora essere supportati da dati scientifici rigorosi, tanto è complessa la rete di relazioni che lega gli esseri viventi e gli ecosistemi. Ciò che invece risulta drammaticamente chiaro è una riduzione complessiva delle popolazioni del 27% tra il 1970 e il 2005. A rivelarlo è l’indice del pianeta vivente (Living Planet Index – LPI), pubblicato dal World Wide Fund for Nature (che segue l’andamento di circa 4000 popolazioni di animali selvatici). Scopriamo dunque  che  a soffrire in particolar modo sono le specie marine, con un calo del 28% tra il ‘95 e il 2005, mentre le popolazioni di uccelli marini hanno subito una rapida riduzione del 30% a partire dalla metà degli anni ’90. Per questo l’UE ha messo in atto un pacchetto di misure per tentare di arrestare questa grave  perdita, un piano di azione ben avviato, una vasta rete di aree protette ed un’importante relazione sulle conseguenze economiche di questo fenomeno.

A tal proposito, uno dei maggiori contributi della Commissione alla lotta contro la perdita della biodiversità è la rete Natura 2000, la più grande rete ecologica del mondo, costituita da circa 25 000 siti di interesse comunitario, sparsi in 27 paesi, ricoprendo complessivamente un’area più grande del bacino del Rio delle Amazzoni. Creata dall’Unione europea nel ’92 allo scopo di proteggere e conservare gli habitat e le specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione, svolge oggi un ruolo chiave nella protezione della biodiversità nel territorio dell’Unione europea. Le infrastrutture verdi che la rete fornisce contribuiscono a salvaguardare numerosi servizi ecosistemici e a preservare la salute e la resistenza dei sistemi naturali europei. La rete consente inoltre ad animali rari di ripopolare aree da cui erano scomparsi secoli fa e di riavvicinare alla natura una società sempre più urbanizzata.

In concomitanza con la Giornata mondiale della biodiversità anche quest’anno si svolge quindi, dal 24 maggio al 2 giugno, la “Settimana europea dei Parchi“, manifestazione indetta da Europarc ( Federazione europea dei parchi), per ricordare il giorno in cui, nell’anno 1909, il 24 maggio, venne istituito in Svezia il primo parco europeo. Il tema della Giornata europea dei Parchi 2013 è “Il mio Parco. La mia Passione. La mia Storia” per chiede a tutti di condividere l’esperienza più emozionante e meravigliosa vissuta in un’area protetta. Associazioni, enti gestori e organizzazioni che operano nei parchi, promuoveranno e organizzeranno svariate attività per permettere alle persone di esprimere in maniera creativa le loro passioni, emozioni ed esperienze legate alla natura. Gli eventi, di cui parchi e riserve si faranno ancora una volta promotori, hanno lo scopo di diffondere la consapevolezza dell’esistenza di una rete di aree protette con alto valore nella conservazione e nel riequilibrio della biodiversità. E’ anche l’occasione per promuovere azioni sempre più orientate alla tutela del paesaggio, a rafforzare la cultura ambientale, a indurre da un lato a un maggior senso di appartenenza e, dall’altro, a una maggior riconoscibilità e attrattività dei nostri territori.

Dieci giorni in tutto, dunque, all’insegna della Natura e del Verde. Molti gli appuntamenti in tutta Italia, per una vera e propria festa dove la passione e le emozioni diverranno il collante della Settimana europea dei Parchi.