Un aiuto agli avversari politici, almeno per mezza giornata. Forse era stanco, ha pure incontrato Mario Monti e gli ha stretto la mano; ad un certo punto si è anche addormentato (foto by InfoPhoto). D’altra parte quando s’insegue capillarmente l’esposizione mediatica continua, nel diluvio di parole a volte ne sfuggono alcune che non dovrebbero mai lasciare la bocca. Così Silvio Berlusconi oggi ha allietato (in senso figurato) tutti con una gaffe che ricorda quella di quattro anni fa sull’abbronzatura di Barack Obama.

Peccato che questa volta l’argomento fosse terribilmente serio, anche dopo circa sette decenni. In occasione delle manifestazioni legate al Giorno della memoria, Milano proponeva il Memoriale della Shoah.

C’era anche il Cavaliere. Ed ecco ciò che ha dichiarato ai giornalisti: “Il governo di allora, per il timore che la potenza tedesca si concretizzasse in una vittoria generale, preferì di essere alleato alla Germania di Hitler, piuttosto che contrapporvisi. Dentro quest’alleanza ci fu l’imposizione della lotta e dello sterminio contro gli ebrei. Quindi il fatto delle leggi razziali è la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene. Ci sono responsabilità assolutamente diverse tra Italia e Germania. Da parte nostra ci fu una connivenza non completamente consapevole”.

Ovviamente travolto dalle reazioni accese della comunità ebraica, oltre che dei suoi avversari, più tardi Berlusconi ha corretto il tiro: “Non ci può essere alcun equivoco sulla dittatura fascista, lo ribadisco, anche se pensavo che questo dato fosse chiaro per tutta la mia storia politica passata e presente. Rivendico anche il mio ruolo di amico storico di Israele, unico presidio di libertà e democrazia in Medio Oriente”.