Oggi, 8 settembre, si celebra Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, ricorrenza istituita dall’ UNESCO il 7 novembre 1965 e festeggiata per la prima volta nel settembre del ’66 al fine di ricordare alla comunità internazionale l’importanza dell’alfabetizzazione: un diritto umano imprescindibile e il fondamento di ogni apprendimento.

Da allora la giornata viene celebrata ogni anno all’insegna di un tema specifico: nel biennio 2007/2008 ci si è concentrati su “Alfabetizzazione e Salute”, nel 2009/2010 il tema è stato “Alfabetizzazione e responsabilizzazione delle donne”, nel 2011/2012 il focus è stato “L’alfabetizzazione e la Pace”, mentre l’anno scorso “Alfabetizzazione per il 21° secolo”. Il tema prescelto per la Giornata internazionale dell’alfabetizzazione 2014 è quindi “Alfabetizzazione e sviluppo sostenibile“: “L’alfabetizzazione è una leva fondamentale di cambiamento e un pratico strumento di responsabilizzazione su ciascuno dei tre principali pilastri dello sviluppo sostenibile: sviluppo economico, sviluppo sociale e protezione dell’ambiente” ha dichiarato l’Ex Segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan. Essa è infatti la base per l’apprendimento permanente e svolge un ruolo cruciale nella creazione di società sostenibili, prospere e pacifiche. Costituisce la base delle più ampie competenze richieste per il pensiero critico, il senso di responsabilità, una governance partecipativa, consumo e stili di vita sostenibili, comportamenti ecologici, la tutela della biodiversità, la riduzione della povertà e la prevenzione delle catastrofi.

Oggi è certo un giorno di festa, poiché al mondo ci sono ormai quasi 4 miliardi di persone alfabetizzate, ma nonostante i progressi e i numerosi sforzi profusi, l’alfabetizzazione mondiale continua ad essere un obiettivo difficile da raggiungere: oltre 774 milioni di adulti non hanno un’istruzione di base, il che significa che circa un adulto su sei non sa leggere e scrivere. Un quadro che si fa ancora più grave se si considera la popolazione giovanile (sotto i 15 anni) per cui l’analfabetismo si allarga a comprendere ben 123 milioni di ragazzi e ragazze, cui si aggiungono 67.4 milioni di bambini che non hanno accesso alla scuola e molti altri ancora che la frequentano in maniera irregolare o la abbandonano.

Dati sconvolgenti, che hanno spinto l’Unesco a fissare l’8 settembre come Giornata mondiale dell’alfabetizzazione, strumento “al centro dell’istruzione di base per tutti e indispensabile per il raggiungimento di obiettivi come l’eliminazione della povertà, la riduzione della mortalità infantile e della crescita della popolazione, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e la garanzia di uno sviluppo sostenibile, della pace e della democrazia”.

Alla luce di tutto ciò, l’invito rivolto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite agli Stati Membri è quello di rendere l’alfabetizzazione una priorità nazionale: essa non è solo una necessità educativa, bensì l’investimento definitivo per il futuro. Secondo quanto si legge nella Dichiarazione di Persepoli, adottata dall’UNESCO nel 1975, l’alfabetizzazione è infatti molto più del semplice processo di imparare a leggere, scrivere e contare, bensì “un contributo alla liberazione dell’essere umano e al suo pieno sviluppo” e, in quanto tale, rappresenta un diritto fondamentale per tutti.