Oggi, 26 giugno, si celebra la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga, ricorrenza indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 42/112 del 7 dicembre 1987, allo scopo di ribadire annualmente l’obiettivo comune a tutti gli stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga e come espressione della sua determinazione a rafforzare l’azione e la cooperazione per il raggiungimento di tale obiettivo.

L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) seleziona ogni anno un differente tema per la Giornata internazionale e lancia campagne di sensibilizzazione sul problema globale della droga. Tema ricorrente delle campagne è la salute, ma per l’edizione 2015 le Nazioni Unite si concentrano sullo sviluppo e lanciano il tema: “Lets Develop – Our Lives – Our Communities – Our Identities – Without Drugs”.

Nel mese di settembre, i leader di tutto il mondo si incontreranno ad adottare un nuovo e ambizioso programma di sviluppo sostenibile, per sradicare la povertà estrema e garantire una vita dignitosa per tutti. – ha detto il Segretario Generale dell’ ONU Ban Ki-moon, durante il suo discorso per la Giornata – Tale ambizione per potersi realizzare deve però affrontare diversi ostacoli, tra cui il danno inflitto dal traffico e dall’abuso di droga alle comunità ed agli individui. Gli sforzi contro le droghe illegali devono essere collegati al nostro lavoro, per promuovere opportunità attraverso uno sviluppo equo e sostenibile. La sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sul problema mondiale della droga, che si terrà nel mese di aprile 2016, sarà un’occasione per portare avanti questa causa così da creare soluzioni comuni.”

Il Segretario Generale dell’ ONU invita così, in occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe, a cercare di aumentare la consapevolezza circa il valore di un approccio equilibrato verso tali problematiche, sulla base della consapevolezza che lo sviluppo sostenibile può e deve catalizzare il cambiamento anche su questo fronte.

Un cambio di direzione che evidentemente risponde all’innegabile conclusione che, nonostante il continuo e intensificato sforzo della comunità internazionale, “cinquant’anni di guerra alla droga hanno fallito e all’Onu non resta che prenderne atto. Dicendo basta alla criminalizzazione e trattando l’emergenza mondiale per quello che è: una questione sanitaria” come ha suggerito l’ex presidente delle Nazioni Unite Kofi Annan.

I dati parlano infatti molto chiaro: un quarto della popolazione europea, pari ad 80 milioni di persone, ha usato sostanze illegali nella propria vita. Tra queste 73,6 milioni hanno usato cannabis, seguita da cocaina, amfetamina ed ecstasy. Per quanto riguarda i giovani europei, sono 4,6 milioni quelli di età compresa tra i 15 ed i 34 anni ad aver usato cannabinoidi (11,2% della popolazione), tra cui 8,5 milioni hanno tra i 15 ed i 24 anni. Si stima inoltre che il 24% della popolazione studentesca abbia usato cannabinoidi almeno una volta nella vita (Relazione Annuale OEDT). Il problema mondiale della droga continua dunque a costituire una grave minaccia per la salute pubblica, la sicurezza e il benessere dell’umanità, e in particolare de giovani.