Oggi, 26 giugno, si celebra la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga, ricorrenza indetta dall’Assemblea Generale con la risoluzione 42/112 del 7 dicembre 1987, allo scopo di ribadire annualmente l’obiettivo comune a tutti gli stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga e come espressione della sua determinazione a rafforzare l’azione e la cooperazione per il raggiungimento di tale obiettivo.

Nonostante i sempre maggiori sforzi da parte della comunità internazionale, l’Assemblea Generale deve però ad oggi riconoscere che il problema mondiale della droga continua a costituire una grave minaccia per la salute pubblica, la sicurezza e il benessere dell’umanità, in particolare dei giovani.

L’abuso di droga e il traffico illecito hanno un impatto disastroso sugli sforzi di tutto il mondo per fornire una maggiore prosperità e uguaglianza per tutti –  ha dichiarato, nel suo messaggio per la Giornata, il Segretario generale Ban Ki-moonCi sono fino a 200.000 morti da overdose evitabili ogni anno. Le droghe illecite alimentano inoltre una spirale di violenza e criminalità ed indeboliscono le istituzioni essenziali di uno stato. In occasione della Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droghe, esorto la comunità internazionale a rafforzare i suoi sforzi per affrontare le minacce da queste derivanti, come elemento integrante nella costruzione di un futuro sicuro e sostenibile.”

Per questo, il tema indetto dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) per l’edizione 2014 vuole offrire un messaggio di speranza: i disturbi da uso di droga sono prevenibili e curabili. Coloro che soffrono di disturbi da uso di stupefacenti possono essere sostenuti attraverso un trattamento mirato e molte delle morti da overdose sono prevenibili: dove c’è aiuto, vi è anche la speranza.

Tre sono i punti fondamentali della campagna di quest’anno:

  1. Un successo duraturo contro le droghe illecite richiede un approccio equilibrato, cooperativo e integrato, fondato su convenzioni che affrontino sia il problema dell’offerta che la riduzione della domanda;
  2. Un approccio equilibrato prevede misure incentrate sulla prevenzione, il trattamento, la riabilitazione e la protezione sociale;
  3. La scienza è la chiave. UNODC è in prima linea nel tentativo di colmare il divario tra scienza e pratica, promuovendo il dialogo tra i responsabili politici e la comunità scientifica.

Insieme, questi elementi fanno parte della missione globale dell’UNODC per promuovere e sostenere l’accesso al trattamento della tossicodipendenza ed ai servizi di cura e prevenzione dell’HIV, per le persone che fanno uso di droghe, in linea con gli standard dei diritti umani.

Secondo l’UNODC, sono quasi 200 milioni le persone che almeno una volta l’anno utilizzano droghe illegali come cocaina, cannabis, allucinogeni, oppiacei e sedativi ipnotici. Di questi, 25 milioni sono considerati tossicodipendenti. Ogni anno 200.000 persone muoiono per malattie correlate all’uso di stupefacenti. I giovani sono i più coinvolti: l’uso di droga tra i 14 e i 30 anni è più che doppio rispetto a quello della popolazione generale, tre volte maggiore nel caso della cannabis. Dietro queste cifre si cela un commercio illegale che fattura miliardi di euro. Secondo il Libro Bianco del Consiglio Italiano delle Scienze Sociali, solo in Italia le stime prudenziali del fatturato del mercato della droga si aggirano oggi sui 24 miliardi di euro annui. Non è l’approccio repressivo ma solo quello sanitario, sottolinea inoltre l’ultimo rapporto, a produrre miglioramenti tangibili. A dimostrarlo casi come quello del Portogallo, dei Paesi Bassi, e di una provincia australiana dove, combinando trattamenti medici e politiche di liberalizzazione e controllo, si è riusciti ad abbassare di molto i consumi di sostanze stupefacenti. L’Olanda per esempio, grazie a politiche sanitarie mirate, ha il più basso consumo di eroina nell’Europa dei quindici; dai 30.000 consumatori del 2001 si è scesi ai 18.000 del 2008.