Ogni individuo ha diritto all’istruzione … Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire … il mantenimento della Pace

(dall’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

Oggi, 17 novembre, si celebra la Giornata Internazionale dello studente. Oggi gli studenti del mondo rivendicano il diritto allo studio, la libertà di espressione e commemorano alcuni tragici eventi verificatisi il 17 novembre di tre distinti anni del secolo scorso, accadimenti che videro gruppi di studenti vittime di violente repressioni, ma anche forze motrici che portarono a grandi cambiamenti nell’assetto politico e sociale di alcuni Stati europei. Ecco cosa accadde.

17 Novembre 1939: a Praga si consuma l’eccidio nazista ai danni di studenti che protestavano contro l’occupazione tedesca. Tutto ha inizio durante la manifestazione del 28 ottobre, nella quale un giovane studente universitario, Jan Opletal, viene colpito da un colpo d’arma da fuoco, morendo pochi giorni dopo a causa della ferita riportata. Nel giorno del funerale, il 15 novembre, molti studenti colgono l’occasione per una seconda manifestazione. In risposta i nazisti chiudono tutte le università e deportano più di 1200 studenti nei campi di concentramento. Il 17 Novembre in nove, tra studenti e professori, considerati come fautori della rappresaglia, vengono giustiziati senza alcun processo.

17 Novembre 1973: giornata della svolta politica per la Grecia. A seguito del colpo di stato del 1967 la Grecia vive anni di dittatura sotto il così detto Regime dei Colonnelli. La protesta contro le rigide restrizioni del regime viene innescata da un gruppo di studenti del Politecnico di Atene, che dopo essersi barricati e aver costruito un sistema radio con le attrezzature che trovate nei laboratori dell’università, cominciano a trasmettere messaggi a favore della democrazia e contro il regime: “Pane, istruzione e Libertà”. Questo lo slogan del movimento, la cui protesta raggiunge il culmine il 17 novembre, giorno in cui la polizia e i militari dell’esercito ateniese, armati e attrezzati di carri armati, sfondano i cancelli del politecnico, trucidando molti degli studenti. Solo l’anno successivo il popolo sarebbe riuscito a cacciare la giunta. La Giornata dello Studente è oggi una delle festività ufficiali della Grecia.

17 Novembre 1989: in Cecoslovacchia ha inizio la Rivoluzione di Velluto. Gli studenti ancora una volta si fanno promotori della rivolta contro il regime, in questo caso quello comunista. Tutto ha inizio a Praga, il 16 novembre 1989, con una manifestazione pacifica organizzata in occasione della Giornata Internazionale egli Studenti. I manifestanti richiedono a gran voce una riforma educativa e il giorno seguente si riuniscono più di 50.000 persone con manifesti e striscioni, intonando cori anti-comunisti. La risposta non tarda a manifestarsi, e la folla vien dispersa dalla polizia che non esita a far uso della violenza. L’evento innesca una serie di proteste popolari che sfociano nella “Rivoluzione di Velluto”, portando al crollo del regime comunista.

Il 17 novembre è stato dichiarato per la prima volta Giornata Internazionale degli Studenti nel 1941, a Londra, dal Consiglio internazionale degli studenti (International Union of Students), una  tradizione portata avanti dall’Unione internazionale degli studenti (International Union of Students), che insieme all’Unione degli studenti europea (European Students’ Union) preme perché la giornata diventi una ricorrenza ufficiale ONU.

In tutto il mondo in questi giorni si moltiplicano cortei, manifestazioni, scioperi, ma anche momenti di aggregazione e solidarietà con concerti, dibattiti, reading e tavoli tematici.

Oggi gli studenti protestano contro i tagli, e richiedono con forza un sistema di qualità! “Da anni scuola e università subiscono tagli continui ai finanziamenti e riforme ideologiche che, mascherandosi dietro la retorica del merito, stanno restringendo sempre di più il diritto all’istruzione. Tagli, blocchi del turn-over, vincoli alla didattica e numeri programmati ci consegnano un sistema sempre più chiuso ed elitario: al sottofinanziamento corrispondono ingenti aumenti delle tasse e dei contributi “volontari” e un esplosione delle barriere all’accesso: siamo il terzo paese in Europa con le tasse più care e i corsi universitari a numero chiuso superano ormai il 50% del totale, un intollerabile limitazione del diritto all’accesso.” Spiegano gli organizzatori delle mobilitazioni. “L’istruzione, da fondamentale strumento di mobilità sociale, viene trasformata in privilegio, a causa delle scelte dei governi che in questi anni si sono succeduti.” Quello che viene avvertito come urgenza sono “investimenti che permettano davvero il libero accesso al mondo dell’istruzione: in modo da dare a tutti la possibilità di studiare, combattendo così il crescente abbandono scolastico e azzerando i costi che ogni anno siamo costretti a pagare per poter accedere ad un diritto che la nostra Costituzione ci garantisce e definisce come gratuito. Vogliamo un reale rifinanziamento dell’università – continuano gli organizzatori – cui corrisponda la reintroduzione di un vero limite alla contribuzione studentesca, aggirato con le norme della spending review, e l’abbassamento delle tasse universitarie: basta scaricare i costi sugli studenti!”

Change the way”, ovvero “invertire la marcia”: questo il motto della giornata di mobilitazione organizzata dagli studenti in tutta Italia.