L’Unesco, organizzazione delle Nazioni Unite per la scienza, la cultura e l’educazione, fondata nel 1945, ha proclamato il 30 aprileGiornata Internazionale del Jazz” in corrispondenza dell’ultimo giorno del “mese del jazz” americano, riconoscendo al Jazz, con un’iniziativa storica, il valore di “un’importante e storica forma d’arte che ha contribuito a promuovere il dialogo interculturale, il rispetto per i diritti umani e la dignità umana, a sradicare la discriminazione, a rafforzare l’uguaglianza di genere e a valorizzare il ruolo della gioventù nei cambiamenti sociali. Uno strumento di sviluppo e crescita del dialogo interculturale, volto alla tolleranza e alla comprensione reciproca”. Un giudizio che vuole cogliere il potenziale di scambio, confronto e reciproco ascolto tra culture diverse, insito nel jazz, una musica che supera le differenze di razza, religione, etnia o nazionalità. Il jazz è divenuto così il linguaggio universale della pace, a certificarlo è stato proprio l’Unesco, con un attestato, una sorta di laurea honoris causa, assegnata a un genere musicale, che ha meritato anche una celebrazione annuale periodica.

Dopo l’ “all star concert” tenutosi a New Orleans il 30 aprile 2012, questa seconda edizione vede come protagonista la città di Istanbul, in Turchia, sede della manifestazione principale, ma altre celebrazioni si terranno in circa 80 località in tutto il mondo. Al di là della giornata Unesco, a Istanbul già si tiene un importante festival (organizzato dalla fondazione di arte e cultura Iksv, nel mese di luglio) che è ormai arrivato alla ventesima edizione, oltre a un festival più recente durante il Ramadan: partecipano musicisti di fama, turchi e internazionali, e spesso vengono utilizzati come palcoscenici alcuni dei luoghi più suggestivi della città (come i giardini del palazzo imperiale di Topkapi). Esiste infatti un legame profondo tra la Turchia e il jazz, che risale agli anni ’30 e ’40 quando Munir Ertegun, primo ambasciatore della Republica Turca a Washington negli anni ’30, ha aperto le sale della sua ambasciata ai jazzisti Afro-Americani, i quali si riunivano là per suonare liberi dal contesto storico-sociale del razzismo che regnava in quell’epoca creando delle jam session domenicali. Ispirati dall’iniziativa del padre, i figli di Ertegun hanno creato il primo marchio di jazz e gospel degli Stati Uniti nel 1947, Atlantic Jazz, che era mirata a far conoscere la bellezza della genere in tutto il mondo. Inoltre l’attuale ambasciatore Namık Tan, in quella stessa residenza dal 2011 organizza una serie di concerti di jazz, intitolati per l’appunto a Ertegün.

Anche l’International Music Council, organismo fondato nel 1949 che si occupa della musica per l’Unesco, si è attivato attraverso i suoi membri, fra cui l’European Music School Union, associazione europea delle scuole di musica EMU, che riunisce associazioni nazionali di 27 paesi per circa 4 milioni di allievi. Il Delegato italiano EMU, il jazzista livornese Andrea Pellegrini, unico musicista jazz fra i delegati EMU di 26 nazioni, si è fatto così promotore del “Comitato per la giornata internazionale Unesco del Jazz a Livorno”.

La città di Livorno presenta così JAM, Jazz Appreciation Month, giunto quest’anno alla seconda edizione, con un fitto programma di appuntamenti che si snoderanno tra luoghi della cultura, teatri, librerie, gallerie d’arte, ma anche in ristoranti, ed enoteche. L’ evento principale si terrà martedì 30 Aprile, ore 21:30, al Teatro C Nuovo Teatro delle Commedie (Via G.M. Terreni 5), una grande Jam Session con la partecipazione di decine di musicisti. INGRESSO GRATUITO. Si prosegue poi giovedì 2 Maggio, ore 20:30 – Cinema Arsenale, Vicolo Scaramucci 4 Pisa – con la proiezione di un film sul Jazz; mentre dal 20 aprile al 2 maggio si terrà alla Galleria d’arte Il Melograno una grande esposizione di quadri ispirati al Jazz. Per la città si potranno ammirare inoltre vetrine allestite con libri, Cd e album Jazz; mentre in via Maggi, angolo Scali degli Olandesi sarà installato un palcoscenico aperto con strumenti a disposizione. Da segnalare anche la pubblicazione del libro “Livorno, dalla musica americana al Jazz” di Maurizio Mini e Andrea Pellegrini, presentato il 23 aprile presso la Bottega del Caffè, in una corrispondenza incrociata di ricorrenze: la giornata mondiale del libro (23 aprile) e la giornata internazionale del Jazz Unesco. Lo scorso anno Livorno si è distinta a livello internazionale come la città che ha organizzato il maggior numero di iniziative per celebrare la neonata Giornata Mondiale del Jazz Unesco.

Ma in l’Italia si distingue anche per il Crossroads & Ferrara in Jazz, tre mesi di jazz per l’Emilia-Romagna: un festival lungo tre mesi, ma anche 270 km, tale è l’estensione, lungo la via Emilia, che verrà percorsa in ogni direzione dalle decine di concerti della quattordicesima edizione del festival. Una manifestazione musicale che sin dalla sua origine ha trovato nel viaggio tra gli stili del jazz il giusto parallelo alla sua formula itinerante. Il lungo percorso musicale, che ha preso il via lo scorso febbraio, proseguirà sino al 25 maggio. Anche per questa edizione è previsto un ricco cartellone con oltre 40 serate di musica dal vivo che toccano numerosi centri urbani o paesi della regione. Sui palcoscenici di tutta l’Emilia-Romagna si esibiranno circa 200 artisti tra i più noti del panorama italiano e internazionale, ma anche artisti emergenti. Tra i nomi più importanti Pharoah Sanders, Joshua Redman, Uri Caine, per un totale di 42 giorni di concerto. Il 30 aprile è anche l’ultima occasione per visitare la mostra fotografica “Il respiro del jazz”, personale di Michele Giotto, fotografo ufficiale del Padova Jazz Festival, allestita all’Art Gallery del Torrione, Ferrara.

A Piacenza invece, al Teatro dei Filodrammatici, l’appuntamento si celebra con la proiezione di “Io sono Tony Scott, ovvero come l’Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz”, definito da Stefano Zenni “il più bel film sul Jazz che sia mai stato prodotto”. Un documentario che racconta la vita del jazzista italo-americano Anthony Joseph Sciacca (meglio noto come Tony Scott), ma si configura anche come un affresco a tinte forti sulla storia della musica jazz in generale.

Per ulteriori informazioni: http://jazzday.com/