Oggi, 5 dicembre, si celebra la Giornata internazionale del volontario per lo sviluppo economico e sociale (International Volunteer Day for Economic and Social Development) giornata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1985 con la Risoluzione 40/212, attraverso la quale tutti i governi degli stati membri sono invitati a valorizzare l’importante contributo del volontariato, in modo da incentivare la partecipazione solidale dei cittadini, sia nel proprio Paese sia all’estero. “Da allora, decine di migliaia di volontari hanno contribuito alla nostra missione globale, collaborando con una moltitudine di organizzazioni, programmi e agenzie delle Nazioni Unite, e con le missioni per il mantenimento della pace e speciali missioni politiche. Voglio lodare l’impegno e la dedizione di tali volontari” ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, in occasione della 28esima Giornata Internazionale del Volontariato.

Volontario, prima persona plurale” è lo slogan della Giornata mondiale del Volontariato 2013 nella sua declinazione italiana, organizzata dal Forum nazionale del Terzo Settore, in collaborazione con vari enti, per giovedì 5 dicembre a Roma, presso il Teatro “Ambra Jovinelli”. Sarà qui proiettato il videomessaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta; presenzierà il Ministro del lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini. “Il Volontariato a confronto con le istituzioni del Paese” sarà invece il tema che animerà la parte conclusiva della giornata. Appuntamento che costituirà un’importante occasione di discussione sul ruolo del volontariato italiano e sulle prospettive per lo sviluppo del nostro Paese, a conclusione dell’Anno Europeo dei Cittadini 2013.

Si terrà invece il prossimo sabato 7 dicembre la consegna del Premio del volontariato internazionale 2013, il tradizionale appuntamento della FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato, giunto ormai alla XX edizione.  Rosario Volpi, 34 anni, originario della provincia di Trapani e da sei anni in Madagascar con l’Onlus Educatori Senza Frontiere, è il volontario cui FOCSIV consegna quest’anno l’importante riconoscimento con l’adesione del Presidente della Repubblica Italiana e sua medaglia di rappresentanza. Impegnata dal 1972 nella promozione di una cultura della mondialità e nella cooperazione con le popolazioni dei Sud del mondo, attraverso il Premio annuale, la FOCSIV cerca ogni anno di portare l’attenzione su temi sempre diversi che toccano da vicino il mondo della cooperazione internazionale, ma allo stesso tempo evidenziano i legami tra il Nord e il Sud del mondo, viaggiando da un continente all’altro attraverso le storie dei suoi volontari.

Secondo il Censimento delle istituzioni non profit, recentemente realizzato dall’Istat, sarebbero ben 301.191 le istituzioni non profit attive in Italia, posizionandosi come principale realtà produttiva del Paese nei settori dell’Assistenza sociale (con 361 istituzioni non profit ogni 100 imprese) e delle Attività culturali, sportive, di intrattenimento e divertimento (con 239 istituzioni non profit ogni 100 imprese).

In Italia la partecipazione ad attività di volontariato sarebbe inoltre in costante crescita: secondo i dati Istat, in poco meno di 20 anni la percentuale di persone che si dedicano al volontariato è infatti passata dal 6,9% al 10%. Nel 2011, secondo le stime dell’Istituto di statistica, sono stati più di 5 milioni gli italiani che hanno svolto una qualche attività gratuita presso un’associazione di volontariato. Inoltre, secondo una ricerca pubblicata nel 2011 (“La valorizzazione economica del lavoro volontario nel settore non profit” di Istat e Cnel) il valore economico delle attività volontarie in Italia è pari a quasi a 8 miliardi di euro. L’incremento della quota di persone che svolgono attività di volontariato ha riguardato soprattutto alcune fasce d’età: i giovani e gli anziani. Gli over sessantenni sono aumentati, dal 1993 al 2011, di oltre 7 punti percentuali, mentre i giovani di oltre 3 punti, con picchi di 6 per i 18-19enni. A livello territoriale, gli abitanti del Nord-Est sono i più sensibili alle tematiche del volontariato. È  questa la zona d’Italia dove si regista la percentuale più alta sia di persone che hanno svolto attività  gratuita per una qualche associazione di volontariato, sia di quelle che hanno versato del denaro a  favore di istituti o enti no profit, ed è sempre qui che nel 2011 si è registrato il numero più alto di donazioni di sangue ogni 1000 abitanti.

Tuttavia, nonostante i dati Istat illustrino un trend positivo, nel confronto internazionale l’Italia si colloca  in fondo alla classifica. Secondo uno studio commissionato dall’Unione Europea, il nostro paese, assieme a Bulgaria, Grecia e Lituania, farebbe parte del gruppo di nazioni europee caratterizzate da una bassa  partecipazione al volontariato, con percentuali che si attestano  al di  sotto del 10%, valori ben più bassi di quelli registrati, ad esempio, da Olanda, Austria,  Svezia o Regno Unito dove la partecipazione supera il 40%.