Oggi, 21 settembre, si celebra la Giornata Internazionale della Pace, ricorrenza istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite al fine di riconoscere gli sforzi di coloro che si sono adoperati per mettere fine ai conflitti e promuovere la pace.

La prima Giornata è stata celebrata nel 1982, ripetendosi con cadenza annuale il terzo martedì di settembre fino al 2002, quando, a seguito della campagna di Jeremy Gilley e dell’organizzazione Peace One Day, con la risoluzione 55/282 l’Assemblea proclamò il 21 settembre data definitiva per la Giornata Internazionale della Pace: un giorno di cessate il fuoco globale e non-violenza.

Ancora una volta, dunque, le Nazioni Unite invitano tutti a onorare questa ricorrenza cessando le ostilità per 24 ore e organizzando eventi di istruzione e di sensibilizzazione pubblica su temi legati alla pace. Un appello che quest’anno assume particolare rilievo, ricorrendo nel 2014:

  • il centenario dello scoppio della Grande Guerra;
  • i 30 anni dalla Dichiarazione sul diritto dei popoli alla pace, con cui le Nazioni Unite (risoluzione 39/11 del 12 novembre 1984) hanno “solennemente proclamato che i popoli del nostro pianeta hanno un sacro diritto alla pace”;
  • il 25esimo del lancio da parte dell’Unesco del concetto di “Cultura della Pace”, formulato al Congresso internazionale sulla pace del 1989. Fu proprio in quell’occasione che il Congresso raccomandò all’UNESCO di lavorare per costruire una nuova visione della pace, basata sui valori universali di rispetto per la vita, la libertà, la giustizia, la solidarietà, la tolleranza, i diritti umani e l’uguaglianza tra uomo e donna.

Anniversari che offrono l’opportunità di riaffermare l’impegno delle Nazioni Unite ai fini e ai principi sui quali l’organizzazione stessa è stata fondata. Il tema scelto per l’edizione 2014 della Giornata Internazionale della Pace è pertanto “Il diritto dei popoli alla pace, presupposto imprescindibile per il pieno godimento di tutti i diritti umani.

“Pace e sicurezza sono fondamenta essenziali per il progresso sociale e lo sviluppo sostenibile. Per questa ragione, tre decenni fa, le Nazioni Unite hanno affermato il diritto alla pace dei popoli. Il prossimo anno commemoreremo il 70° anniversario delle Nazioni Unite. La nostra Organizzazione è fondata sull’impegno di salvare le generazioni future dalla piaga della guerra. Abbiamo fatto molto. Ma la strada è ancora lunga. La Pace è una lunga strada che dobbiamo percorrere insieme – passo dopo passo, iniziando oggi. Teniamola nei nostri cuori e menti e alleviamola affinché possa crescere e finalmente fiorire.” Questo il messaggio del segretario generale delle Nazioni Unite in occasione dell’odierna Giornata.

E intanto, mentre l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale si concentra principalmente sulla guerra tra Israele e Gaza e su quella in Ucraina tra Kiev e i ribelli separatisti, il mondo in realtà esplode di conflitti vecchi e nuovi: 64 stati sono attualmente coinvolti in guerre internazionali o interne, cui vanno ad aggiungersi 571 milizie, cartelli della droga e gruppi indipendentisti.

A guadagnarsi la maglia nera è ancora una volta l’Africa, con 26 Stati in guerra. Le aree più calde sono: l’Egitto (instabilità successiva alla rivolta del 2011), il Mali (con continui scontri con i tuareg e le milizie islamiche), la Nigeria (attacchi delle milizie islamiche, in particolare dei Boko Haram), la Repubblica Centroafricana (guerra civile), la Repubblica Democratica del Congo (razzie di gruppi armati nelle regioni orientali), la Somalia (guerra civile in corso dal 1991), il Sudan (scontri tra l’esercito e milizie ribelli) e il Sud Sudan (conflitto etnico).

Al secondo posto l’Asia, con 16 Stati coinvolti in guerre, tra cui Afghanistan (guerra in corso dal 2001 ), Birmania-Myanmar (guerra civile tra l’esercito e l’etnia Kokang), Filippine (dal 1990 scontri tra guerriglieri comunisti e l’esercito locale), Pakistan (scontri tra l’esercito e milizie antigovernative), Thailandia (violenze successive al colpo di stato del maggio 2014).

Segue l’Europa con 9 Stati impegnati in operazioni belliche, tra cui occorre ricordare: l’Ucraina ( guerra civile tra ribelli filo-russi e esercito regolare), la Cecenia (scontri tra l’esercito russo e miliziani indipendentisti) e il Daghestan (attacchi da parte di milizie islamiche).

In Medio Oriente sono invece 8 gli Stati attualmente in guerra, di cui la più nota è certamente quella in corso tra Palestina e Israele. Altre aree calde sono: l’Iraq (scontri tra governo locale e milizie islamiche, in particolare ISIS), la Siria (guerra civile in corso dal 2011), lo Yemen (scontri tra l’esercito regolare e le milizie islamiche che, a loro volta, combattono tra loro).

Ed infine le Americhe, che vedono interessati 5 Stati, ma dove i maggiori scontri sono legati non tanto a contrapposizioni politiche, quanto alla presenza dei cartelli del narcotraffico che vengono combattuti dai vari governi, come in Messico, impegnato in una lotta senza quartiere alle organizzazioni criminali. Una vera e propria guerra, che già ha fatto decine di migliaia di vittime, non risparmiando nemmeno donne e bambini.

Dati alla luce dei quali la situazione mondiale appare peggiore di quanto i comuni mezzi di informazione riportino. Alcuni dei conflitti sopra citati sono radicati, si protraggono da decenni e tendono tristemente a “non fare più notizia”, ma questo non significa che siano risolti. Ogni anno, in questo giorno, le Nazioni Unite chiedono un cessate il fuoco globale, ma è necessario che le voci diventino un coro, che l’appello sia condiviso da tutti, affinchè possa arrivare fino alle zone più remote del pianeta. “Chiediamo ai combattenti di deporre le armi in modo che tutti possano respirare l’aria di pace” ha ricordato il Segretario Generale Ban Ki-moon. “Alziamoci con loro solidali. Osserviamo tutti un minuto di silenzio a mezzogiorno”, ma facciamo sentire la nostra voce con Hashtag #peaceday o, come propone il Centro Diritti Umani dell’Università di Padova, tramite l’iniziativa #condividiAmolapace?

Per condividere la pace, il 21 settembre basta un copia-incolla, sul proprio profilo, del seguente testo:

#condividiAmolapace? #Peace #Paz #Paix #Friede #мир #mir #Paqe #vrede #fred #kapayapaan #rauha #ความสงบสุข #pokój #mír #ειρήνη #barış #和平 #平和 #평화 #Amani #سلام #امن #शांति #béke #solh #שָׁלוֹם

L’iniziativa è parte della Campagna  per il riconoscimento internazionale del Diritto umano alla Pace promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani e dalla Cattedra UNESCO Diritti Umani, Democrazia e Pace dell’Università di Padova.